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Leucemie e sindromi mielodisplastiche

Acalabrutinib in monoterapia contro il trattamento scelto dallo sperimentatore in pazienti con leucemia linfatica cronica e insufficienza cardiaca

Sperimentale In reclutamentoFase 4 Aggiornata al 24 settembre 2026

01

In parole semplici

Sarà uno studio globale di fase IV, in aperto, randomizzato, per valutare la sicurezza e la tollerabilità di acalabrutinib (monoterapia, 100 mg per via orale [po], due volte al giorno [bd]) rispetto al trattamento scelto dallo sperimentatore, in pazienti con LLC (TN o R/R) e compromissione cardiaca da moderata a grave. I pazienti con compromissione cardiaca da moderata a grave comprenderanno quelli con condizioni cardiache da moderate a gravi, che potrebbero essere stati esclusi dai precedenti studi clinici su acalabrutinib e nei quali la sicurezza di acalabrutinib non è stata valutata in modo sistematico.

Lo studio è previsto in circa 25 centri nel mondo. Sarà condotto in centri che hanno stabilito una stretta collaborazione tra le divisioni di Ematologia e di Cardiologia, preferibilmente con un cardio-oncologo nel gruppo di lavoro.

Un IDMC avrà il compito di fornire indicazioni sulla prosecuzione dello studio.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 4: si raccolgono altre informazioni su un trattamento già autorizzato. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

5 sedi in 4 regioni. Accanto a ogni sede trovi lo stato indicato dal registro, quando è noto.

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Menopiù sediConfini regionali: ISTAT (CC BY)

Lombardia la regione che hai scelto

  • Ospedale non indicato dal promotoreMilan, Pavia Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06651970.
Controlla questo studio nelle altre regioni 3 regioni

Apri una regione per vedere le sue sedi.

Sardegna 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotoreCagliari Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06651970.
Toscana 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotoreFlorence Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06651970.
Umbria 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotorePerugia Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06651970.

03

Prima di contattare il centro

Le sedi di questo studio non sono ancora collegate alle nostre schede dei centri. Le guide qui sotto valgono per qualunque centro.

Guide per qualunque centro

  • Chiedere una seconda opinione

    Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
    2. Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
    3. Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
    4. Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
    5. Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
    6. Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
    7. Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Chiedere una seconda opinione

  • Cure fuori regione e rimborsi

    Puoi curarti con il Servizio sanitario nazionale in qualunque struttura pubblica o privata accreditata d'Italia, anche fuori dalla tua regione. I contributi per viaggio e soggiorno non sono un diritto nazionale: li prevedono solo alcune Regioni, quasi sempre con un'autorizzazione chiesta prima di partire. Informati alla tua ASL prima del viaggio.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Il diritto di scegliere. Con il Servizio sanitario nazionale puoi farti curare in una struttura pubblica o privata accreditata di un'altra regione. Visite, esami e ricoveri seguono le stesse regole di chi vive lì: impegnativa, prenotazione, ticket o esenzione.
    2. Chiedi al centro come si accede. Ogni regione ha il proprio sistema di prenotazione. Chiama il centro e chiedi come si prenota la prima visita, quale impegnativa serve e quali documenti portare.
    3. Prima di partire, chiama la tua ASL. Chiedi se la tua Regione prevede un contributo per viaggio e soggiorno e a quali condizioni. Dove esiste, spesso servono un'autorizzazione chiesta prima della partenza e un certificato che spieghi perché la cura si fa fuori regione. Senza autorizzazione preventiva, in molti casi il contributo non viene riconosciuto.
    4. Chiedi anche dell'accompagnatore. Alcune Regioni riconoscono il contributo anche a una persona che ti accompagna, a certe condizioni. Chiedi se nel tuo caso è previsto e quale documento lo deve attestare.
    5. Conserva tutto. Tieni biglietti, ricevute di pedaggi e carburante, fatture dell'alloggio e ricevute dei pasti. Chiedi alla struttura un attestato con le date di visite, terapie o ricovero. Di solito sono richiesti in originale per la domanda di rimborso.
    6. Presenta la domanda di rimborso. Al rientro consegna la domanda con le ricevute all'ufficio indicato dalla tua ASL. Ogni Regione fissa un termine: chiedilo subito e segnalo sul calendario. Rimborsi e tetti di spesa cambiano da regione a regione.
    7. Se partecipi a uno studio clinico. Chiedi al centro se lo studio prevede il rimborso delle spese di viaggio e alloggio: quando c'è, è scritto nel foglio informativo. Chiedi anche alla tua ASL: alcuni territori prevedono un contributo proprio.

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    Moduli e documenti (5): Cure fuori regione e rimborsi

  • L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

    Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
    2. Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
    3. Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
    4. Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
    5. Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
    6. Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
    7. Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.

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    Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

04

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro

Inclusion Criteria:

  1. 1.
    Men and women ≥ 18 years of age, at the time of signing the informed consent.
  2. 2.
    Eastern Cooperative Oncology Group performance status of 0 to 3
  3. 3.
    Meet at least one of the following cardiovascular inclusion criteria: - Left ventricular ejection fraction (LVEF) < 50% as assessed by local ECHO at screening. - History of heart failure or meeting Universal Definition of Heart Failure at screening, regardless of current LVEF. - History of ischaemic heart disease (IHD) including acute coronary syndrome, myocardial infarction, or coronary revascularization (percutaneous coronary intervention/stent or coronary artery bypass surgery). - Diagnosis of cardiomyopathy - Ongoing clinically significant (symptomatic or requiring intervention) cardiac arrhythmia, including atrial fibrillation or other arrhythmias. - History of moderate or severe cardiac valvular diseases as documented per cardiac imaging
  4. 4.
    Diagnosis of CLL
  5. 5.
    Treatment naïve or relapsed/refractory patients who have received no more than 2 prior lines of systemic anti-CLL treatment.
  6. 6.
    Active disease per iwCLL 2018 criteria that requires treatment.
  7. 7.
    Meet the following laboratory parameters:
    1. 1.
      Absolute neutrophil count (ANC) ≥ 500 cells/μL (0.50 × 109/L).
    2. 2.
      Platelet count ≥ 30,000 cells/μL (30 × 109/L).
    3. 3.
      Serum aspartate aminotransferase and ALT ≤ 3.0 × ULN.
    4. 4.
      Total bilirubin ≤ 1.5 × ULN unless directly attributable to Gilbert's syndrome.
    5. 5.
      Estimated creatinine clearance (ie, estimated glomerular filtration rate [eGFR] using Cockcroft-Gault) ≥ 40 mL/min, or serum creatinine ≤ 2 × ULN.
  8. 8.
    Women and men who are sexually active and can bear children must agree to use highly effective forms of contraception while on the study and for 2 days after the last dose of acalabrutinib.
  9. 9.
    Patients must be willing and able to adhere to the study visit schedule, understand, and comply with other protocol requirements, and provide written informed consent and authorisation to use protected health information (in accordance with national and local patient privacy regulations). Note: vulnerable patients, as defined in the ICH GCP, are not allowed on this protocol (eg, prisoners or institutionalised patients).

Exclusion Criteria:

  1. 1.
    Known active CNS leukaemia, leptomeningeal disease or spinal cord compression. In case of R/R patients with prior history of CNS localisation of leukaemia who received treatment are eligible provided that there is no evidence of CNS involvement at study entry as documented by cerebrospinal fluid (CSF) cytology and/or brain MRI.
  2. 2.
    Ongoing Richter's transformation.
  3. 3.
    Prior exposure to a BTKi.
  4. 4.
    Major surgery within 30 days before first dose of study treatment.
  5. 5.
    Uncontrolled haemolytic anaemia.
  6. 6.
    Received any investigational drug within 30 days or 5 half-lives (whichever is shorter) before first dose of study treatment.
  7. 7.
    Received a live virus vaccination within 28 days of first dose of study treatment.
  8. 8.
    History of or ongoing confirmed PML.
  9. 9.
    History of prior malignancy except for the following:
    1. 1.
      Prior history of malignancy with no evidence of active disease present for more than

3 years before screening or felt to be at low risk for recurrence by treating physician.

(b) Adequately treated lentigo maligna melanoma without current evidence of disease or adequately resected non-melanomatous skin cancer (ie, basal cell carcinoma or squamous cell carcinoma of the skin). (c) Curatively treated in situ carcinoma of the cervix or carcinoma in situ of the prostate at any time prior to study without current evidence of disease. 10 Unable to swallow tablets or malabsorption syndrome, or disease significantly affecting gastrointestinal function, or resection of the stomach or small bowel or gastric bypass, symptomatic inflammatory bowel disease, or partial or complete bowel obstruction.

11 Active uncontrolled systemic infection (bacterial, fungal, viral or other) or clinically significant localised infection. 12 Known history of infection with human immunodeficiency virus (HIV). 13 Serologic status reflecting active HepB or HepC infection.

(a) Patients with HepB core antibody positive who are surface antigen negative or who are HepC antibody positive will need to have a negative polymerase chain reaction (PCR) result before randomisation and must be willing to undergo deoxyribonucleic acid (DNA) PCR testing during the study. (b) Patients who are HepB surface antigen positive or HepB PCR positive and those who are HepC PCR positive will be excluded. 14 History of stroke or intracranial haemorrhage within 6 months prior to randomisation.

15 History of bleeding diathesis (eg, haemophilia, von Willebrand disease). 16 Requires or receiving anticoagulation with warfarin or equivalent vitamin K antagonists (eg, phenprocoumon) within 7 days of first dose of study treatment. Direct anti-X (DOACs) or low molecular weight heparins (LMWH, eg, enoxaparin) on stable dosing schedule is allowed. 17 Requires treatment with a strong cytochrome P450 3A (CYP3A) inhibitor/inducer. The use of strong CYP3A inhibitors within 1 week or strong CYP3A inducers within 3 weeks of the first dose of study treatment is prohibited. 18 Breastfeeding or pregnant. 19 Concurrent participation in another therapeutic clinical trial. 20 Uncontrolled cardiac/cardiovascular disease including the following:

  1. 1.
    Baseline cardiac troponin (cTnI or cTnT or hs-cTn) levels greater than the upper limit of normal (per the local laboratories reference range) that is due to an acute coronary event and cannot be fully explained by non-ischaemic conditions.
  2. 2.
    Uncontrolled cardiac tachyarrhythmias (sinus, atrial or ventricular) that require new/additional therapy within the last month.
  3. 3.
    Clinically significant QT prolongation defined as QT interval corrected by Fridericia's formula (QTcF) values; QTcF > 500 ms.
  4. 4.
    Any of the following within the last 3 months:
  5. i.
    Unstable IHD: percutaneous coronary intervention, coronary artery bypass surgery, or an episode of acute coronary syndrome including acute myocardial infarction and unstable angina pectoris. ii. Major cardiac surgery/procedures or valvular surgery. iii. Hospitalization due to heart failure. 21 Uncontrolled hypertension despite optimal management 22 Current life-threatening illness, medical conditions, organ system dysfunction or lifestyle habits which, in the investigator's opinion, could compromise the patient's safety or ability to adhere to the study protocol.

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

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    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

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    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.