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Leucemie e sindromi mielodisplastiche

Studio per valutare imetelstat (GRN163L) in partecipanti con sindrome mielodisplastica (MDS) a rischio basso o intermedio-1 secondo l'International Prognostic Scoring System (IPSS)

Sperimentale In corso, reclutamento chiusoFase 2/3 Aggiornata al 17 luglio 2026

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In parole semplici

Lo scopo di questo studio è valutare l'efficacia e la sicurezza di imetelstat sodium in partecipanti dipendenti da trasfusioni con sindrome mielodisplastica (MDS) a rischio basso o intermedio-1, recidivante/refrattaria al trattamento con agenti stimolanti l'eritropoiesi (ESA), nello studio di fase 2, e confrontare l'efficacia, in termini di indipendenza dalle trasfusioni di globuli rossi (RBC) (TI), di imetelstat sodium rispetto a placebo in partecipanti dipendenti da trasfusioni con MDS a rischio basso o intermedio-1 recidivante/refrattaria al trattamento con ESA, nello studio di fase 3.

Un sottostudio separato sulla ripolarizzazione ventricolare (sottostudio QTc) valuterà l'effetto di imetelstat sodium sulla ripolarizzazione ventricolare.

È stata inclusa una fase di estensione per consentire il proseguimento del trattamento ai partecipanti che traggono beneficio da imetelstat sodium e per continuare a valutare la sicurezza a lungo termine, la sopravvivenza globale (OS) e la progressione della malattia, compresa la progressione a leucemia mieloide acuta (AML), in partecipanti dipendenti da trasfusioni con MDS a rischio basso o intermedio-1 recidivante/refrattaria al trattamento con ESA.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Questo studio unisce le fasi 2 e 3: prima si studia se il trattamento ha effetto, continuando a controllarne la sicurezza, poi si confronta il trattamento con le cure già in uso. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

10 sedi in 7 regioni.

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Lombardia

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Da avere sotto mano quando chiami

Codice dello studio
NCT02598661
Tumore
Leucemie e sindromi mielodisplastiche
Fase
2/3
Stato dello studio nel registro
In corso, reclutamento chiuso

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Pagine ufficiali dell'ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

I nostri fogli

Guide per questo centro

  • Chiedere una seconda opinione

    Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.

    Nella regione Lombardia. I tempi per la consegna della documentazione sono fissati dalla legge nazionale. Cambiano da struttura a struttura il modulo, il costo della copia e le modalità di ritiro o spedizione. Chiedi all'ufficio cartelle cliniche o all'Ufficio relazioni con il pubblico (URP).

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
    2. Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
    3. Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
    4. Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
    5. Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
    6. Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
    7. Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Chiedere una seconda opinione

  • L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

    Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.

    Nella regione Lombardia. Si prenota con il Contact Center regionale: 800 638 638 da fisso (gratis) o 02 999 599 da cellulare (a pagamento), dal lunedì al sabato 8-20, festivi esclusi. Si prenota anche agli sportelli CUP delle strutture, nelle farmacie lombarde aderenti e, con la ricetta elettronica, online su Prenota Salute o con l'app Salutile Prenotazioni. Online senza SPID o CIE serve una tessera sanitaria lombarda.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
    2. Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
    3. Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
    4. Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
    5. Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
    6. Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
    7. Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL o con il centro.

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Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro

Inclusion Criteria:

  • Man or woman greater than or equal to (≥) 18 years of age
  • Diagnosis of myelodysplastic syndrome (MDS) according to World Health Organization (WHO) criteria confirmed by bone marrow aspirate and biopsy within 12 weeks prior to Cycle 1 Day 1 (C1D1) (Phase 2) or randomization (Phase 3). In Ventricular Repolarization Substudy, diagnosis of MDS or myelodysplastic/myeloproliferative neoplasm with ring sideroblasts and thrombocytosis (MDS/MPN-RS-T) according to WHO criteria confirmed by bone marrow aspirate and biopsy within 12 weeks prior to C1D1
  • International Prognostic Scoring System (IPSS) low Risk or intermediate-1 risk MDS
  • Red blood cell (RBC) transfusion dependent, defined as requiring at least 4 RBC units transfused over an 8-week period during the 16 weeks prior to Study Entry; pre-transfusion hemoglobin (Hb) should be less than or equal to (≤) 9.0 gram per deciliter (g/dL) to count towards the 4 units total
  • Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) performance status 0, 1 or 2

Exclusion Criteria:

  • Participant has known allergies, hypersensitivity, or intolerance to imetelstat sodium or its excipients
  • Participant has received an investigational drug or used an invasive investigational medical device within 30 days prior to Study Entry or is currently enrolled in an investigational study
  • Prior treatment with imetelstat sodium
  • Have received corticosteroids greater than (>) 30 milligram per day (mg/day) prednisone or equivalent, or growth factor treatment within 4 weeks prior to study entry
  • Has received an erythropoiesis-stimulating agent (ESA) or any chemotherapy, immunomodulatory, or immunosuppressive therapy within 4 weeks prior to study entry (8 weeks for long-acting ESAs)
  • Phase 3: a) Prior treatment with a hypomethylating agent (example [eg], azacitidine, decitabine); b) Prior treatment with lenalidomide

Additional Exclusion Criteria for the Ventricular Repolarization Substudy:

  • Concurrent therapy with medications known to prolong the QT interval and have been associated with Torsade de pointes arrhythmia (TdP)
  • Cardiac function abnormalities on screening ECG as follows:
    • Resting heart rate outside of 50 to 100 beats per minute
    • QT interval by Fridericia's correction method (QTcF) >470 millisecond (msec) (or QTcF >490 msec in the presence of a right bundle branch block or ventricular conduction delay [QRS >119 msec]), determined by central assessment based on the average value of a triplicate set of ECGs
    • Diagnosed or suspected congenital long QT syndrome
    • Family history of sudden unexpected death from cardiac-related causes if indicative of a pathogenic mutation of cardiac ion channels
    • Family history of congenital long QT syndrome
    • History of Mobitz II second degree or third degree heart block
    • Implantable pacemaker or automatic implantable cardioverter defibrillator
    • Complete left bundle branch block
    • Chronic or persistent atrial arrhythmia including atrial fibrillation and atrial flutter
    • History or presence of clinically relevant heart rhythm disturbances including atrial, junctional, re-entry, and ventricular tachycardia
    • Unusual T-wave morphology (i.e., bifid T-wave) likely to interfere with QT measurements
  • History or evidence for any of the following: severe or unstable angina, myocardial infarction, symptomatic congestive heart failure, arterial or venous thromboembolic events (example, pulmonary embolism, cerebrovascular accident including transient ischemic attacks) within 12 months prior to Cycle 1 Day 1, New York Heart Association (NYHA) Class II to IV heart disease
  • Presence of uncontrolled hypertension (persistent systolic blood pressure [BP] ≥160 mmHg or diastolic BP ≥100 mmHg). Participants with a history of hypertension are permitted, provided that BP is controlled to within these limits by anti-hypertensive treatment
  • Any skin condition likely to interfere with electrocardiographic electrode placement or adhesion
  • History of thoracic surgery likely to cause abnormality of the electrical conduction through thoracic tissues

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.