Mieloma multiplo
Carfilzomib, lenalidomide e desametasone contro lenalidomide e desametasone nel mieloma smoldering (SMM) ad alto rischio
Il registro non aggiorna questo studio da più di 12 mesi: lo stato potrebbe non essere attuale. Chiedi conferma al centro.
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In parole semplici
Studio di fase II multicentrico, in aperto, randomizzato (2:1). I pazienti con SMM ad alto rischio saranno arruolati nello studio e trattati con l'associazione KRd (Cicli 1-9 carfilzomib 20/36 mg/m2, lenalidomide 25 mg, desametasone 20 mg nei cicli 1-4 e 10 mg nei cicli 5-9) o con l'associazione Rd (Cicli 1-9 lenalidomide 25 mg, desametasone 20 mg nei cicli 1-4 e 10 mg nei cicli 5-9); seguite da un dosaggio esteso di lenalidomide (10 mg nei giorni 1-21 di un ciclo di 28 giorni per 24 cicli).
Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.
Fase 2: si studia se il trattamento ha effetto, continuando a controllarne la sicurezza. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.
02
Dove si svolge in Italia
5 sedi in 5 regioni.
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Piemonte la regione che hai scelto
- IT-Torino-MOLINETTETorinoContatti non ancora nelle nostre schede
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Emilia-Romagna 1 sede
- IT-Bologna-MALPHIGIBolognaContatti non ancora nelle nostre schede
Lazio 1 sede
- IT-Roma-SAPIENZARomaContatti non ancora nelle nostre schede
Lombardia 1 sede
- IT-Brescia-SPEDALICIVILIBresciaContatti non ancora nelle nostre schede
Marche 1 sede
- IT-Ancona-UMBERTOAAnconaContatti non ancora nelle nostre schede
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Prima di contattare il centro
Le sedi di questo studio non sono ancora collegate alle nostre schede dei centri. Le guide qui sotto valgono per qualunque centro.
Guide per qualunque centro
Chiedere una seconda opinione
Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.
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- Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
- Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
- Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
- Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
- Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
- Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
- Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.
Cure fuori regione e rimborsi
Puoi curarti con il Servizio sanitario nazionale in qualunque struttura pubblica o privata accreditata d'Italia, anche fuori dalla tua regione. I contributi per viaggio e soggiorno non sono un diritto nazionale: li prevedono solo alcune Regioni, quasi sempre con un'autorizzazione chiesta prima di partire. Informati alla tua ASL prima del viaggio.
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- Il diritto di scegliere. Con il Servizio sanitario nazionale puoi farti curare in una struttura pubblica o privata accreditata di un'altra regione. Visite, esami e ricoveri seguono le stesse regole di chi vive lì: impegnativa, prenotazione, ticket o esenzione.
- Chiedi al centro come si accede. Ogni regione ha il proprio sistema di prenotazione. Chiama il centro e chiedi come si prenota la prima visita, quale impegnativa serve e quali documenti portare.
- Prima di partire, chiama la tua ASL. Chiedi se la tua Regione prevede un contributo per viaggio e soggiorno e a quali condizioni. Dove esiste, spesso servono un'autorizzazione chiesta prima della partenza e un certificato che spieghi perché la cura si fa fuori regione. Senza autorizzazione preventiva, in molti casi il contributo non viene riconosciuto.
- Chiedi anche dell'accompagnatore. Alcune Regioni riconoscono il contributo anche a una persona che ti accompagna, a certe condizioni. Chiedi se nel tuo caso è previsto e quale documento lo deve attestare.
- Conserva tutto. Tieni biglietti, ricevute di pedaggi e carburante, fatture dell'alloggio e ricevute dei pasti. Chiedi alla struttura un attestato con le date di visite, terapie o ricovero. Di solito sono richiesti in originale per la domanda di rimborso.
- Presenta la domanda di rimborso. Al rientro consegna la domanda con le ricevute all'ufficio indicato dalla tua ASL. Ogni Regione fissa un termine: chiedilo subito e segnalo sul calendario. Rimborsi e tetti di spesa cambiano da regione a regione.
- Se partecipi a uno studio clinico. Chiedi al centro se lo studio prevede il rimborso delle spese di viaggio e alloggio: quando c'è, è scritto nel foglio informativo. Chiedi anche alla tua ASL: alcuni territori prevedono un contributo proprio.
L'impegnativa: cos'è e come ottenerla
Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.
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- Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
- Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
- Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
- Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
- Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
- Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
- Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.
Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla
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Criteri di partecipazione
Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.
Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.
Inclusion criteria
- Patients must have histologically or cytologically confirmed Smoldering Multiple Myeloma based on the 2014 International Myeloma Working Group Criteria(20):
- Serum M-protein ≥3.0 g/dl, or urinary monoclonal protein >500 mg per 24 hours, and/or monoclonal bone marrow plasma cells ≥10-60 %
- Absence of CRAB symptoms:
- anemia: Hemoglobin <6.2 mmol/L (10 g/dl) or a hemoglobin value of >1.2 mmol/L (2 g/dL) below the lower limit of normal
- renal failure: serum creatinine > 2.0 mg/dL or creatinine clearance < 40 ml/min
- hypercalcemia: serum calcium >0·25 mmol/L (>1 mg/dL) higher than the upper limit of normal or >2·75 mmol/L (>11 mg/dL)
- Bone lesions: one or more osteolytic lesions on skeletal radiography, CT, or PET-CT
- Absence of myeloma defining events:
- Involved/uninvolved serum free light chain ratio ≥100 with involved free light-chain concentration ≥10 mg/dl
- Presence of 2 or more focal lesions by MRI (2 of which at least 5 mm)
- Clonal bone marrow plasma cell percentage ≥60%
- Patients must have high risk Smoldering Multiple Myeloma based on the Mayo Clinic and/or the PETHEMA criteria:
- 3 factors of Mayo Clinic criteria:
- Bone marrow plasma cells ≥10 %
- Serum M-protein ≥ 3 g/dl
- Serum free light-chain ratio <0.125 or >8
- And/or 2 factors of PETHEMA criteria:
- Of the plasma cell population ≥95% abnormal plasma cells (presence or absence of CD38, CD56, CD19 and/or CD45)
- Immunoparesis, a reduction (below the lower normal limit) in the levels of 1 or 2 of the uninvolved immunoglobulins (Ig)
- Measurable disease defined by any one of the following:
- Serum monoclonal protein ≥ 1.0 g/dl
- Urine monoclonal protein >200 mg/24 hour
- Serum immunoglobulin free light chain >10 mg/dL AND abnormal kappa/lambda ratio (reference 0.26-1.65)
- Age >18 years
- WHO/ECOG performance status <2 (see Appendix C).
- Patients must have normal organ and marrow function as defined below:
- Absolute neutrophil count >1.0 x109 /L
- Platelets ≥75 ×109 /L
- Hemoglobin ≥10 g/dL (>6.2 mmol/l)
- Total bilirubin <1.5 x institutional upper limit of normal
- AST(SGOT)/ALT(SGPT) ≤3.0 × institutional upper limit of normal
- Creatinine Clearance ≥ 50 ml/min. CrCl will be calculated by Cockcroft-Gault method or eGFR (Modified Diet in Renal Disease [MDRD])
- Females of childbearing potential must have a negative serum or urine pregnancy test within 10 - 14 days prior to entry and again within 24 hours of starting lenalidomide treatment; (see 9.1.4)
- Patients must be willing and capable to use adequate contraception during and after the therapy (all men, all pre-menopausal women) (see 9.1.4.); Patients must be able to adhere to the requirements of the Lenalidomide Clinical Trial Pregnancy Prevention Plan;
- Written informed consent
- Patient is capable of giving informed consent
Exclusion criteria
- Patients with symptomatic multiple myeloma (i.e. having myeloma defining events)
- Amyloid Light-chain (AL) amyloidosis
- Patients who are receiving any other investigational agents.
- Concurrent systemic treatment or prior therapy within 4 weeks for SMM (if a patient has received any previous SMM therapy this must be discussed with the Principal Investigator before inclusion in the trial).
Treatment with corticosteroids for other indications is permitted
- Contraindication to any concomitant medication, including antivirals, anticoagulation prophylaxis, tumor lysis prophylaxis, or hydration given prior to therapy
- History of allergic reactions attributed to immunomodulatory agents and proteasome inhibitors.
- Uncontrolled hypertension or diabetes
- Pregnant or lactating females.
- Significant cardiovascular disease with NYHA grade III or IV symptoms, or hypertrophic cardiomegaly, or restrictive cardiomegaly, or myocardial infarction within 3 months prior to enrollment, or unstable angina, or unstable arrhythmia
- Active hepatitis B or C infection
- Known or suspected HIV infection
- Incidence of gastrointestinal disease that would prevent absorption.
- Significant neuropathy ≥Grade 3 or grade 2 with pain within 14 days of enrollment
- Uncontrolled intercurrent illness including, but not limited to, ongoing or active infection.
- History of other malignancy (apart from basal cell carcinoma of the skin, or in situ cervix carcinoma) except if the patient has been free of symptoms and without active therapy during at least 5 years
- Major surgery within 1 month prior to enrollment
- Pre-existing pulmonary, cardiac or renal impairement that prevents hydration measures as described at paragraph 9.1.4
- Any psychological, familial, sociological and geographical condition potentially hampering compliance with the study protocol and follow-up schedule.
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Da sapere qui
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Le fasi di una sperimentazione clinica
Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.
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- Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
- Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
- Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
- Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
- L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
- Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
- Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.
Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica
Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro
Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.
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- Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
- Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
- Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
- La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
- Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
- Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
- Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.
Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro
Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.