Tumore della prostata
Studio di fase 3 su olaparib con abiraterone come primo trattamento nel tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione
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In parole semplici
Lo studio confronta l'associazione di olaparib, un PARP-inibitore, e abiraterone, un farmaco ormonale, con abiraterone e placebo. Partecipano uomini con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione che non hanno ancora ricevuto terapie per questa fase della malattia, indipendentemente dalla presenza di mutazioni nei geni di riparazione del DNA. Si valuta il tempo senza progressione radiologica.
Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.
Fase 3: si confronta il trattamento con le cure già in uso. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.
02
Dove si svolge in Italia
4 sedi in 3 regioni.
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Campania la regione che hai scelto
- Ospedale non indicato dal promotoreNaples Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT03732820.
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Lombardia 2 sedi
- Ospedale non indicato dal promotoreMilan, Pavia Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT03732820.
Piemonte 1 sede
- Ospedale non indicato dal promotoreOrbassano Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT03732820.
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Prima di contattare il centro
Le sedi di questo studio non sono ancora collegate alle nostre schede dei centri. Le guide qui sotto valgono per qualunque centro.
Guide per qualunque centro
Chiedere una seconda opinione
Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.
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- Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
- Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
- Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
- Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
- Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
- Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
- Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.
Cure fuori regione e rimborsi
Puoi curarti con il Servizio sanitario nazionale in qualunque struttura pubblica o privata accreditata d'Italia, anche fuori dalla tua regione. I contributi per viaggio e soggiorno non sono un diritto nazionale: li prevedono solo alcune Regioni, quasi sempre con un'autorizzazione chiesta prima di partire. Informati alla tua ASL prima del viaggio.
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- Il diritto di scegliere. Con il Servizio sanitario nazionale puoi farti curare in una struttura pubblica o privata accreditata di un'altra regione. Visite, esami e ricoveri seguono le stesse regole di chi vive lì: impegnativa, prenotazione, ticket o esenzione.
- Chiedi al centro come si accede. Ogni regione ha il proprio sistema di prenotazione. Chiama il centro e chiedi come si prenota la prima visita, quale impegnativa serve e quali documenti portare.
- Prima di partire, chiama la tua ASL. Chiedi se la tua Regione prevede un contributo per viaggio e soggiorno e a quali condizioni. Dove esiste, spesso servono un'autorizzazione chiesta prima della partenza e un certificato che spieghi perché la cura si fa fuori regione. Senza autorizzazione preventiva, in molti casi il contributo non viene riconosciuto.
- Chiedi anche dell'accompagnatore. Alcune Regioni riconoscono il contributo anche a una persona che ti accompagna, a certe condizioni. Chiedi se nel tuo caso è previsto e quale documento lo deve attestare.
- Conserva tutto. Tieni biglietti, ricevute di pedaggi e carburante, fatture dell'alloggio e ricevute dei pasti. Chiedi alla struttura un attestato con le date di visite, terapie o ricovero. Di solito sono richiesti in originale per la domanda di rimborso.
- Presenta la domanda di rimborso. Al rientro consegna la domanda con le ricevute all'ufficio indicato dalla tua ASL. Ogni Regione fissa un termine: chiedilo subito e segnalo sul calendario. Rimborsi e tetti di spesa cambiano da regione a regione.
- Se partecipi a uno studio clinico. Chiedi al centro se lo studio prevede il rimborso delle spese di viaggio e alloggio: quando c'è, è scritto nel foglio informativo. Chiedi anche alla tua ASL: alcuni territori prevedono un contributo proprio.
L'impegnativa: cos'è e come ottenerla
Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.
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- Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
- Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
- Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
- Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
- Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
- Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
- Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.
Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla
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Criteri di partecipazione
Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.
Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.
Inclusion Criteria:
- 1.Capable of giving signed informed consent, which includes compliance with the requirements and restrictions listed in the informed consent form and in the study protocol.
- 2.Provision of signed and dated, written informed consent form prior to any mandatory study specific procedures, sampling, and analyses.
- 3.For inclusion in i) the optional exploratory genetic research and ii) the optional biomarker research, patients must fulfill the following criteria:
- Provision of informed consent for genetic research prior to collection of sample.
- Provision of informed consent for biomarker research prior to collection of sample. If a patient declines to participate in the optional exploratory genetic research or the optional biomarker research, there will be no penalty or loss of benefit to the patient. The patient will not be excluded from other aspects of the study.
- 4.Patients must be ≥18 years of age (or ≥19 years of age in South Korea) at the time of signing the informed consent form. For patients enrolled in Japan who are <20 years of age, written informed consent should be obtained from the patient and from his legally acceptable representative.
- 5.Histologically or cytologically confirmed prostate adenocarcinoma.
- 6.Metastatic status defined as at least 1 documented metastatic lesion on either a bone scan or a computed tomography(CT)/ magnetic resonance imaging (MRI) scan.
- 7.First-line metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC).
- 8.Ongoing androgen deprivation with gonadotropin-releasing hormone analogue or bilateral orchiectomy, with serum testosterone <50 nanograms per decilitre (ng/dL) (<2.0 nanomoles per litre (nmol/L)) within 28 days before randomisation. Patients receiving androgen deprivation therapy (ADT) at study entry should continue to do so throughout the study.
- 9.Candidate for abiraterone therapy with documented evidence of progressive disease.
- 10.Patients must have normal organ and bone marrow function measured within 28 days prior to administration of study treatment.
- 11.Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) performance status 0-1, with no deterioration over the previous 2 weeks.
- 12.The participant has, in the opinion of the investigator, a life expectancy of at least 6 months.
- 13.Prior to randomisation, sites must confirm availability of either an archival formalin fixed, paraffin embedded (FFPE) tumour tissue sample, or a new biopsy taken during the screening window, which meets the minimum pathology and sample requirements in order to enable homologous recombination repair (HRR) status subgroup analysis of the primary endpoint radiographic progression-free survival (rPFS). If there is not written confirmation of the availability of tumour tissue prior to randomisation, the patient is not eligible for the study.
- 14.Male patients must use a condom during treatment and for 3 months after the last dose of olaparib+abiraterone when having sexual intercourse with a pregnant woman or with a woman of childbearing potential. Female partners of male patients should also use a highly effective form of contraception if they are of childbearing potential.
Exclusion Criteria:
- 1.Has a known additional malignancy that has had progression or has required active treatment in the last 5 years.
- 2.Patients with myelodysplastic syndrome (MDS)/ acute myeloid leukaemia (AML) or with features suggestive of yelodysplastic syndrome (MDS)/ acute myeloid leukaemia (AML).
- 3.Clinically significant cardiovascular disease Association Class II-IV heart failure or cardiac ejection fraction measurement of <50% during screening as assessed by echocardiography or multigated acquisition scan.
- 4.Planned or scheduled cardiac surgery or percutaneous coronary intervention procedure.
- 5.Prior revascularisation procedure (significant coronary, carotid, or peripheral artery stenosis).
- 6.Uncontrolled hypertension (systolic blood pressure (BP) ≥160 millimeters of mercury (mmHg) or diastolic blood pressure (BP) ≥95 millimeters of mercury (mmHg)).
- 7.History of uncontrolled pituitary or adrenal dysfunction.
- 8.Active infection or other medical condition that would make prednisone/prednisolone use contraindicated.
- 9.Any chronic medical condition requiring a systemic dose of corticosteroid >10 milligrams (mg) prednisone/prednisolone per day.
- 10.Patients who are considered a poor medical risk due to a serious, uncontrolled medical disorder, non-malignant systemic disease or active, uncontrolled infection.
- 11.Persistent toxicities (Common Terminology Criteria for Adverse Events [CTCAEs] grade >2) caused by previous cancer therapy, excluding alopecia.
- 12.Patients with brain metastases. A scan to confirm the absence of brain metastases is not required.
- 13.Patients with spinal cord compression are excluded unless they are considered to have received definitive treatment for this and have evidence of clinically stable disease for 4 weeks.
- 14.Patients who are unevaluable for both bone and soft tissue progression
- 15.Patients who are unable to swallow orally administered medication and patients with gastrointestinal disorders likely to interfere with absorption of the study medication.
- 16.Immunocompromised patients
- 17.Patients with known active hepatitis infection (ie, hepatitis B or C).
- 18.Any previous treatment with Polyadenosine 5'diphosphoribose [poly (ADP ribose)] polymerase (PARP) inhibitor, including olaparib.
- 19.Patients receiving any systemic chemotherapy or radiotherapy (except for palliative reasons) within 3 weeks prior to study treatment. Patients who receive palliative radiotherapy need to stop radiotherapy 1 week before randomisation.
- 20.Any previous exposure to a Cytochrome P450 (CYP) 17 (17α-hydroxylase/C17,20-lyase) inhibitor (eg, abiraterone, orteronel).
- 21.Concomitant use of known strong Cytochrome P450 (CYP) 3A inhibitors (eg, itraconazole, telithromycin, clarithromycin, protease inhibitors boosted with ritonavir or cobicistat, indinavir, saquinavir, nelfinavir, boceprevir, telaprevir) or moderate CYP3A inhibitors (eg, ciprofloxacin, erythromycin, diltiazem, fluconazole, verapamil). The required washout period prior to starting study treatment is 2 weeks.
- 22.Concomitant use of known strong Cytochrome P450 (CYP) 3A inducers (eg, phenobarbital, enzalutamide, phenytoin, rifampicin, rifabutin, rifapentine, carbamazepine, nevirapine or St John's wort) or moderate Cytochrome P450 (CYP) 3A inducers (eg, bosentan, efavirenz or modafinil). The required period prior to starting study treatment is 5 weeks for phenobarbital and enzalutamide and 3 weeks for other agents.
- 23.Major surgery within 2 weeks of starting study treatment and patients must have recovered from any effects of any major surgery.
- 24.Previous allogenic bone marrow transplant or double umbilical cord blood transplantation (dUCBT).
- 25.Participation in another clinical study with an investigational product or investigational medical devices within 1 month of randomisation.
- 26.History of hypersensitivity to olaparib or abiraterone, any of the excipients of olaparib or abiraterone, or drugs with a similar chemical structure or class to olaparib or abiraterone.
- 27.Involvement in the planning and/or conduct of the study (applies to both AstraZeneca and Merck staff and/or staff at the study site).
- 28.Judgment by the investigator that the patient should not participate in the study if the patient is unlikely to comply with study procedures, restrictions and requirements.
- 29.Previous randomisation in the present study.
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Le fasi di una sperimentazione clinica
Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.
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- Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
- Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
- Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
- Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
- L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
- Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
- Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.
Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica
Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro
Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.
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- Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
- Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
- Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
- La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
- Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
- Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
- Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.
Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro
Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.