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Linfomi

Studio di fase 1/2 sulla terapia CAR-T rapcabtagene autoleucel in leucemie e linfomi a cellule B

Sperimentale In corso, reclutamento chiusoFase 1/2 Aggiornata al 4 giugno 2026
Capire il tumore: Linfomi

01

In parole semplici

Lo studio valuta rapcabtagene autoleucel, una terapia CAR-T prodotta modificando i linfociti T del paziente perché riconoscano la proteina CD19 sulle cellule B tumorali. Partecipano adulti con leucemia linfatica cronica, linfoma diffuso a grandi cellule B già trattato con più linee, leucemia linfoblastica acuta ricaduta o linfoma a grandi cellule B ad alto rischio al primo trattamento. Si valutano sicurezza e attività.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Questo studio unisce le fasi 1 e 2: prima si valuta soprattutto la sicurezza del trattamento e quale dose usare, poi si studia se il trattamento ha effetto, continuando a controllarne la sicurezza. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

3 sedi in 1 regione.

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Menopiù sediConfini regionali: ISTAT (CC BY)

Lombardia

  • Ospedale non indicato dal promotoreBergamo, Milan, Rozzano Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT03960840.

03

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro
Inclusion Criteria:

* ECOG performance status 0-1 for ALL and DLBCL
* ECOG performance status 0-2 for 1L HR LBCL at screening
* CLL or SLL diagnosis according to iwCLL criteria
* CLL/SLL in SD or PR after at least 6 months of ibrutinib, either as second or subsequent line of therapy
* DLBCL diagnosis by local histopathology
* DLBCL relapsed or refractory after 2 or more lines of therapy, including autologous hematopoietic stem cell transplantation (HSCT)
* Refractory or relapsed CD19-positive ALL
* ALL with morphologic disease in the bone marrow

  1L HR LBCL - Considered to be high-risk based on at least 1 of the following at diagnosis:
  * IPI score of 3, 4 or 5
  * MYC and BCL2 and/or BCL6 rearrangement (DH/TH lymphoma)
* Participants must have received 2 cycles of frontline therapy for LBCL with R-CHOP or Pola-R-CHP or DA-EPOCH-R. Participants with DH/TH lymphoma must have received at least one cycle (the most recent) DA-EPOCH-R.
* Participants must have a positive PET per Lugano classification (Deauville PET score of 4 or 5 and an overall response of PR/SD) after 2 cycles of frontline CIT. Note: Patient's with Deauville PET score of 5 and overall response of PD, or with Deauville PET score of 1, 2, or 3 and overall response of CR, are not eligible for this trial.

Exclusion Criteria:

* Prior CD19-directed therapy
* Prior administration of a genetically engineered cellular product
* Prior allogeneic HSCT
* Richter's transformation

  * For 1L HR LBCL: Richter's transformation, Burkitt lymphoma, primary DLBCL of CNS, DLBCL associated with chronic inflammation, intravascular large B-cell lymphoma, ALK- positive large B-cell lymphoma, HHV8 positive LBCL, DLBCL leg type or EBV positive DLBCL, NOS.
* Active CNS lymphoma

  * For 1L HR LBCL: Active or prior history CNS involvement by malignancy
* Targeted small molecule or kinase inhibitor within 2 weeks from leukapheresis

Other protocol-defined inclusion/exclusion may apply.

Preferisci parlarne con una persona? Contattaci.

Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.