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Linfomi

Studio di fase 3 su una chemioterapia abbreviata con immunoterapia come prima cura del linfoma follicolare ad alto carico tumorale

Sperimentale In corso, reclutamento chiusoFase 3 Aggiornata al 26 giugno 2026
Capire il tumore: Linfomi

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In parole semplici

Lo studio confronta un numero ridotto di cicli di chemioterapia con il numero standard, entrambi associati a un anticorpo anti-CD20, come primo trattamento. Partecipano persone adulte con linfoma follicolare CD20-positivo di grado 1, 2 o 3a con elevato carico di malattia. I ricercatori, della Fondazione Italiana Linfomi, vogliono capire se ridurre la chemioterapia mantenga un controllo della malattia simile con meno effetti collaterali.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 3: si confronta il trattamento con le cure già in uso. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

54 sedi in 15 regioni.

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Menopiù sedi centri delle nostre schede più centri vicini: tocca per ingrandire Confini regionali: ISTAT (CC BY)

Friuli-Venezia Giulia

Sicilia

03

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro
Inclusion Criteria:

1. Histologically documented diagnosis of CD20+ Follicular lymphoma grade 1-2 or 3a, as defined in the 2017 edition of the World Health Organization (WHO) classification;
2. Age ≥ 18 years;
3. Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) performance status 0-2 (Appendix B);
4. No previous immunochemotherapy for the lymphoma (localized radiotherapy or rituximab monotherapy with max of 4 doses are allowed);
5. Ann Arbor stage II-IV (Appendix A);
6. High tumor burden as per Groupe d'Etude des Lymphomes Folliculaires (GELF) criteria defined as the presence of at least one of the following:

   * systemic symptoms;
   * Tumor bulk (any nodal or extranodal tumor mass with diameter > 7 cm);
   * involvement of ≥ 3 nodal sites, each with a diameter ≥ 3 cm;
   * splenomegaly;
   * compressive syndrome (organ compression);
   * serous effusion;
   * circulant malignant cells;
   * cytopenia;
   * Eastern Cooperative Oncology Group - Performance Status (ECOG-PS) > 1;
   * Lactate dehydrogenase (LDH) > upper limit of normality (ULN);
   * β2-microglobulin > 3 mg/L.
7. At least one site of measurable nodal disease at baseline ≥ 1.5 cm in the longest transverse diameter as determined by CT scan (MRI is allowed if CT scan cannot be performed); or evaluable disease at baseline FDG-PET (18F-fluorodeoxyglucose (FDG)-Positron Emission Tomography (PET)) scan (at least one metabolic active site of disease);
8. Adequate hematological counts (unless due to bone marrow involvement by lymphoma) defined as follows:

   1. Absolute Neutrophil count (ANC) > 1.5 x 109/L;
   2. Platelet count ≥ 80 x 109/L ;
   3. Hemoglobin ≥ 10 g/dL.
9. Adequate renal function defined as creatinine ≤ 2 mg/dL, unless secondary to lymphoma;
10. Adequate hepatic function defined as bilirubin ≤ 2 mg/dL, unless secondary to lymphoma;
11. Left Ventricular Ejection Fraction (LVEF) > 50% at bidimensional echocardiogram (mandatory only for patients receiving R/G-CHOP);
12. Life expectancy ≥ 6 months;
13. Subject understands and voluntarily signs an informed consent form approved by an Independent Ethics Committee (IEC) prior to the initiation of any screening or study-specific procedures;
14. Subject must be able to adhere to the study visit schedule and other protocol requirements;
15. Women of childbearing potential (WOCBP) and men must agree to use effective contraception if sexually active. This applies for the time period between signing of the informed consent form and 12 months after last rituximab dose or 18 months after last obinutuzumab dose. A woman is considered of childbearing potential, i.e. fertile, following menarche and until becoming postmenopausal unless permanently sterile. Permanent sterilization methods include but are not limited to hysterectomy, bilateral salpingectomy and bilateral oophorectomy. A postmenopausal state is defined as no menses for continuous 12 months without an alternative medical cause. A high follicle stimulating hormone (FSH) level in the postmenopausal range may be used to confirm a postmenopausal state in women not using hormonal contraception or hormonal replacement therapy. The investigator or a designated associate is requested to advise the patient how to achieve highly effective birth control (failure rate of less than 1%) e.g., intrauterine device (IUD), intrauterine hormone-releasing system (IUS), bilateral tubal occlusion, vasectomized partner. The use of condoms by male patients is required (even if surgically sterilized, i.e., status post vasectomy) unless the female partner is permanently sterile. Full sexual abstinence is admitted when this is in line with the preferred and usual lifestyle of the subject, for the same time period planned for other methods of birth control (see above). Periodic abstinence (e.g., calendar, ovulation, symptothermal, post ovulation methods for the female partner) and withdrawal are not acceptable methods of contraception).

Exclusion Criteria:

1. Histological diagnosis different from FL grade 1-3a WHO 2017 classification;
2. Suspect or clinical evidence of Central Nervous System (CNS) involvement by lymphoma;
3. Contraindication to the use of anti-CD20 monoclonal antibodies;
4. Subject has received any anticancer therapy (chemotherapy, immunotherapy, investigational therapy, including targeted small molecule agents) within 14 days prior to the first dose of study drug;
5. Noteworthy history of neurologic, psychiatric, endocrinological, metabolic, immunologic, or hepatic disease that would preclude participation in the study or compromise ability to give informed consent;
6. Any history of other active malignancies within 3 years prior to study entry, with the exception of: adequately treated in situ carcinoma of the cervix uterine; basal cell carcinoma of the skin or localized squamous cell carcinoma of the skin; limited stage surgically removed breast cancer or adequately treated with radiation therapy; limited stage prostate carcinoma surgically removed or adequately treated with radiation therapy; previous malignancy confined and surgically resected with curative intent;
7. Evidence of other clinically significant uncontrolled condition(s) including, but not limited to:

   * Uncontrolled and/or active systemic infection (viral, bacterial or fungal), including active ongoing infection from SARS-CoV-2;
   * Chronic or acute hepatitis B (HBV) or hepatitis C (HCV) requiring treatment. Note: subjects with serologic evidence of prior vaccination to HBV (i.e., HBsAg negative, HBsAb positive and HBcAb negative) or positive HBcAb from previous infection or intravenous immunoglobulins (IVIG) may participate; inactive carriers (HBsAg positive with undetectable HBV- DNA) are eligible. Patients with presence of HCV antibody are eligible only if Polymerase Chain Reaction (PCR) negative for HCV-RNA;
8. Women who are pregnant or breastfeeding.

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.