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Linfomi

Studio di fase 1 sull'anticorpo trispecifico PIT565 in tumori del sangue a cellule B ricaduti o refrattari

Sperimentale In corso, reclutamento chiusoFase 1 Aggiornata al 28 luglio 2026
Capire il tumore: Linfomi

01

In parole semplici

Lo studio valuta per la prima volta PIT565, un anticorpo sperimentale progettato per attivare i linfociti T contro le cellule B malate. Partecipano persone adulte con linfomi non Hodgkin a cellule B o leucemia linfoblastica acuta a cellule B, tornati dopo le terapie o non rispondenti. I ricercatori vogliono stabilire la dose sicura, gli effetti indesiderati e i primi segnali di attività.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 1: si valuta soprattutto la sicurezza del trattamento e quale dose usare. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

1 sede in 1 regione.

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Menopiù sediConfini regionali: ISTAT (CC BY)

Emilia-Romagna

  • Ospedale non indicato dal promotoreReggio Emilia Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT05397496.

03

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro
Inclusion Criteria:

* Signed informed consent must be obtained prior to participation in the study.
* Male or female patients ≥18 years of age at the date of signing the informed consent form
* Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) performance status ≤2

NHL patient population

* Refractory or relapsed B-NHL
* Must have relapsed after or failed to respond to at least two prior treatment therapies including an αCD20 monoclonal antibody containing chemotherapy combination regimen
* Must have at least one bi-dimensionally measurable nodal lesion or one bi-dimensionally measurable extranodal lesion, as measured on positron emission tomography-computed tomography (PET/CT) scan

ALL patient population

* Refractory or relapsed CD19-positive B-ALL
* Morphologic disease in the bone marrow (≥ 5% blasts)

Exclusion Criteria:

* History of severe hypersensitivity to any ingredient of the study treatment or its excipients
* Contraindication to tocilizumab
* History of ongoing, chronic or recurrent infectious disease, or evidence of tuberculosis infection
* Malignant disease, other than that being treated in this study. Exceptions to this exclusion include the following: malignancies that were treated curatively and have not recurred within 2 years prior to study treatment; completely resected basal cell and squamous cell skin cancers, and completely resected carcinoma in situ of any type
* Active central nervous system (CNS) involvement by malignancy or presence of symptomatic CNS metastases, or CNS metastases that require local CNS-directed therapy (such as radiotherapy or surgery), or increasing doses of corticosteroids within the 2 weeks prior to the start of study treatment
* Active, known or suspected autoimmune disease other than patients with vitiligo, residual hypothyroidism only requiring hormone replacement, psoriasis not requiring systemic treatment or conditions not expected to recur
* Patients receiving systemic treatment with any immunosuppressive medication

Other protocol-defined inclusion/exclusion criteria may apply.

Preferisci parlarne con una persona? Contattaci.

Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.