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Tumore della prostata

Studio di fase 3 sul radiofarmaco lutezio-177 vipivotide tetraxetan rispetto all'osservazione nel tumore della prostata oligometastatico

Sperimentale In reclutamentoFase 3 Aggiornata al 22 settembre 2026

01

In parole semplici

Lo studio confronta il radiofarmaco lutezio-177 vipivotide tetraxetan (AAA617), che colpisce le cellule che esprimono PSMA, con la sola osservazione. Partecipano uomini adulti con tumore della prostata ricomparso dopo prostatectomia o radioterapia, con poche metastasi visibili alla PET con PSMA e ancora sensibile agli ormoni. Si vuole capire se il trattamento ritarda la necessità di terapia ormonale o la progressione.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 3: si confronta il trattamento con le cure già in uso. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

7 sedi in 6 regioni. Accanto a ogni sede trovi lo stato indicato dal registro, quando è noto.

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Menopiù sediConfini regionali: ISTAT (CC BY)

Lombardia la regione che hai scelto

  • Ospedale non indicato dal promotoreMilan, Rozzano Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT05939414.
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Emilia-Romagna 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotoreCona Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT05939414.
Lazio 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotoreRoma Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT05939414.
Liguria 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotoreGenova Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT05939414.
Toscana 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotorePisa Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT05939414.
Veneto 1 sede
  • Ospedale non indicato dal promotoreNegrar Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT05939414.

03

Prima di contattare il centro

Le sedi di questo studio non sono ancora collegate alle nostre schede dei centri. Le guide qui sotto valgono per qualunque centro.

Guide per qualunque centro

  • Chiedere una seconda opinione

    Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
    2. Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
    3. Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
    4. Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
    5. Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
    6. Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
    7. Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Chiedere una seconda opinione

  • Cure fuori regione e rimborsi

    Puoi curarti con il Servizio sanitario nazionale in qualunque struttura pubblica o privata accreditata d'Italia, anche fuori dalla tua regione. I contributi per viaggio e soggiorno non sono un diritto nazionale: li prevedono solo alcune Regioni, quasi sempre con un'autorizzazione chiesta prima di partire. Informati alla tua ASL prima del viaggio.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Il diritto di scegliere. Con il Servizio sanitario nazionale puoi farti curare in una struttura pubblica o privata accreditata di un'altra regione. Visite, esami e ricoveri seguono le stesse regole di chi vive lì: impegnativa, prenotazione, ticket o esenzione.
    2. Chiedi al centro come si accede. Ogni regione ha il proprio sistema di prenotazione. Chiama il centro e chiedi come si prenota la prima visita, quale impegnativa serve e quali documenti portare.
    3. Prima di partire, chiama la tua ASL. Chiedi se la tua Regione prevede un contributo per viaggio e soggiorno e a quali condizioni. Dove esiste, spesso servono un'autorizzazione chiesta prima della partenza e un certificato che spieghi perché la cura si fa fuori regione. Senza autorizzazione preventiva, in molti casi il contributo non viene riconosciuto.
    4. Chiedi anche dell'accompagnatore. Alcune Regioni riconoscono il contributo anche a una persona che ti accompagna, a certe condizioni. Chiedi se nel tuo caso è previsto e quale documento lo deve attestare.
    5. Conserva tutto. Tieni biglietti, ricevute di pedaggi e carburante, fatture dell'alloggio e ricevute dei pasti. Chiedi alla struttura un attestato con le date di visite, terapie o ricovero. Di solito sono richiesti in originale per la domanda di rimborso.
    6. Presenta la domanda di rimborso. Al rientro consegna la domanda con le ricevute all'ufficio indicato dalla tua ASL. Ogni Regione fissa un termine: chiedilo subito e segnalo sul calendario. Rimborsi e tetti di spesa cambiano da regione a regione.
    7. Se partecipi a uno studio clinico. Chiedi al centro se lo studio prevede il rimborso delle spese di viaggio e alloggio: quando c'è, è scritto nel foglio informativo. Chiedi anche alla tua ASL: alcuni territori prevedono un contributo proprio.

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    Moduli e documenti (5): Cure fuori regione e rimborsi

  • L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

    Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.

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    1. Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
    2. Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
    3. Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
    4. Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
    5. Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
    6. Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
    7. Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.

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    Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

04

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro

Key Inclusion criteria:

  1. 1.
    Histologically confirmed prostate cancer prior to randomization
  2. 2.
    Participants must have biochemically recurrent disease after definitive treatment to prostate by Radical Prostatectomy ((RP), (alone or with post-operative radiation to prostate bed/pelvic nodes)) or External beam Radiation Therapy (EBRT), (prostate alone or prostate with seminal vesicle and/or pelvic nodes) and/or brachytherapy prior to randomization. Biochemical recurrence (BCR) is defined as: nadir PSA + 2 ng/mL post XRT (if participant received-radiation therapy to intact prostate) and PSA > 0.2 ng/mL and rising post RP (with or without post-operation Radiation Therapy (RT))
  3. 3.
    Participants must have OMPC with 1-5 PSMA -positive metastatic lesions on screening PSMA PET/CT scan (with either gallium (68Ga) gozetotide or piflufolastat (18F)) as visually assessed by BIRC. For definition of PSMA PET positivity, please refer to Section 8.1 and the Imaging Manual. Metastatic lesions may include regional/pelvic lymph nodes (N1), distant lymph nodes (M1a), bone (M1b), lung and others visceral (M1c) except liver and brain classified using American Joint Committee on Cancer (AJCC) 8. When counting the number of oligometastatic lesions, each lesion is counted as distinct metastasis irrespective of its anatomical location (e.g., one pelvic and one extra-pelvic lymph node will be counted as two metastatic lesions)
  4. 4.
    At least 1 PSMA-positive lesion must be a distant metastasis (M1) per AJCC8 classification at screening. For AJCC M staging, PSMA PET/CT information should be used
  5. 5.
    Participants must have a negative CI for M1 disease at screening. Note:
    • For a participant not to be eligible, CI positive M1 lesions should be unequivocal in CI scans, i.e., potentially not attributable to findings thought to represent something other than tumor (e.g., degenerative, or post-traumatic changes or Paget's disease in bone lesions). For CI assessments, bone lesions must be assessed by bone scan only and soft tissue lesions must be assessed by CT/MRI scans only at screening.
    • Prior knowledge of PSMA PET positivity should not influence the radiologist (reader) in determination of CI positivity. Two different readers will be involved, one reader for PSMA PET/CT scan and one reader for CI: Reader will be blinded to PSMA PET scan results while reading CI scans. Reader should not modify their assessment of CI scans (e.g. changing a lesion previously identified as equivocal in CI to unequivocal) after reading the PSMA PET scan. Similarly, biopsy positivity should not influence the reader in the assessment of CI positivity. More details on the reading paradigm will be provided in the imaging charter
    • MRI for radiation treatment planning may show M1 disease but this will not exclude the participant from the study if the lesion is deemed negative per baseline CT or bone scans
    • Participants with pelvic disease (N1) seen in CI are allowed if the local spread is below common iliac bifurcation (per AJCC 8 definition of local disease)
    • Distant lymph node disease (M1a) that is visible per CI and less than 10mm in the short axis is not exclusionary irrespective of PSMA PET positivity.
    • If a previously surgically removed lesion was unequivocal for M1 by bone scan or CT, the participant is not eligible.
  6. 6.
    All metastatic lesions detected at screening must be amenable to SBRT
  7. 7.
    Non-castration testosterone level >100 ng/dL at screening

Key Exclusion criteria:

  1. 1.
    Participants with de novo OMPC at screening
  2. 2.
    Unmanageable concurrent bladder outflow obstruction or urinary incontinence at screening. Note: participants with bladder outflow obstruction or urinary incontinence, which is manageable and controlled with best available standard of care (incl. pads, drainage) are allowed
  3. 3.
    Prior therapy with:
    1. 1.
      ADT (including bilateral orchiectomy) and ARPIs used for metastatic prostate cancer treatment
      • Participants who received AR-directed therapy, whether ADT or an ARPI or both, as neoadjuvant or adjuvant therapy as a component of their primary therapy, are eligible provided that they discontinued therapy ≥12 months prior to randomization for ADT (i.e., 12 months after the last day of the last injection) or ≥3 months if ARPI was given as monotherapy. ARPI's as a term includes both contemporary androgen synthesis inhibitors (e.g., abiraterone, galeterone, and orteneronel), and receptor inhibitors (enzalutamide, apalutamide and darolutamide).
      • Patients who biochemically relapsed after primary therapy may also have had treatment with AR directed therapy and participants who had SBRT with ADT are also eligible provided that the ARPI +/- ADT or ADT alone was terminated ≥12 months prior to randomization for ADT (i.e., 12 months after the last day of the last injection) or ≥3 months if ARPI was given as monotherapy.
      • Participants who received first generation anti-androgens (bicalutamide, flutamide, nilutamide, cyproterone) for biochemical recurrence or adjuvant/neoadjuvant therapy are eligible provided that they discontinued therapy ≥3 months prior to randomization.
      • Participants who have discontinued ADT due to disease progression are not eligible (i.e., Castration-Resistant Prostate Cancer (CRPC) participants)
    2. 2.
      Other hormonal therapy. e.g.,
      • Use of estrogens, 5-α reductase inhibitors (finasteride, dutasteride), other steroidogenesis inhibitors (aminoglutethimide) if used in the context of prostate cancer treatment. Same medications are allowed if used for other indications: e.g., Benign Prostatic Hyperplasia (BPH), if stopped ≥3 months before randomization.
    3. 3.
      Radiopharmaceutical agents (e.g., Strontium-89, PSMA-targeted radioligand therapy)
    4. 4.
      Immunotherapy (e.g., sipuleucel-T)
    5. 5.
      Chemotherapy, except if administered in the adjuvant/neoadjuvant setting completed > 12 months before randomization
    6. 6.
      Any other investigational or systemic agents for metastatic disease
  4. 4.
    Radiation therapy external beam radiation therapy (EBRT) and brachytherapy within 28 days before randomization
  5. 5.
    Concurrent cytotoxic chemotherapy, immunotherapy, radioligand therapy, hormonal therapy (see ADT initiation guidance in Section 6.8.2), Poly Adenosine Diphosphate-Ribose Polymerase (PARP) inhibitor, biological therapy or investigational therapy
  6. 6.
    Diagnosed at screening with other malignancies that are expected to alter life expectancy or may interfere with disease assessment. However, participants with a prior history of malignancy that has been adequately treated and who have been disease/treatment free for more than 3 years are eligible, as are participants with adequately treated non-melanoma skin cancer and superficial bladder cancer.
  7. 7.
    History or current diagnosis of ECG abnormalities indicating significant risk of safety for participants participating in the study such as:
    • Concomitant clinically significant cardiac arrhythmias, e.g. sustained ventricular tachycardia, and clinically significant second or third degree Atrioventricular (AV) block without a pacemaker
    • History of familial long QT syndrome or known family history of Torsades de Pointe
  8. 8.
    Participants in immediate need of ADT or other systemic therapy as assessed by the investigator. In addition, investigators should only enroll participants who are committed to delay castration in accordance with the scope of the study and are willing to wait to start systemic therapy until distant progression (MFS event) as assessed by CI (consisting with existing treatment guidelines) and confirmed by BIRC is reached. This must be discussed with the participants before ICF is signed.

Other protocol defined Inclusion/Exclusion may apply.

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

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    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.