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Tumore del polmone

Studio di fase 3 su datopotamab deruxtecan con o senza osimertinib nel tumore del polmone con mutazione EGFR dopo osimertinib

Sperimentale In reclutamentoFase 3 Aggiornata al 14 maggio 2026

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In parole semplici

Lo studio confronta datopotamab deruxtecan, un anticorpo legato a un chemioterapico, usato da solo o insieme a osimertinib, con la chemioterapia a base di platino. Partecipano persone con tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso, localmente avanzato o metastatico, con mutazione EGFR, la cui malattia è progredita durante una precedente terapia con osimertinib. I ricercatori vogliono capire se i nuovi schemi ritardano la progressione della malattia.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 3: si confronta il trattamento con le cure già in uso. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

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Dove si svolge in Italia

11 sedi in 8 regioni. Accanto a ogni sede trovi lo stato indicato dal registro, quando è noto.

Usa + e − per ingrandire, le frecce per spostare, 0 per tornare alla vista iniziale.

Menopiù sediConfini regionali: ISTAT (CC BY)

Campania

  • Ospedale non indicato dal promotoreNaples Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

Lazio

  • Ospedale non indicato dal promotoreRoma Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

Lombardia

  • Ospedale non indicato dal promotoreMilan, Monza, Rozzano Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

Piemonte

  • Ospedale non indicato dal promotoreOrbassano Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

Puglia

  • Ospedale non indicato dal promotoreBari Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

Sicilia

  • Ospedale non indicato dal promotoreMisterbianco Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

Umbria

  • Ospedale non indicato dal promotorePerugia Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

Veneto

  • Ospedale non indicato dal promotorePadova, Verona Il registro riporta solo la città. Per sapere quale ospedale, chiedi al tuo oncologo o al promotore indicando il codice NCT06417814.

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Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro
Inclusion Criteria:

* Histologically or cytologically confirmed non-squamous NSCLC.
* Must have evidence of documented pre-existing EGFRm information (EGFRm known to be associated with (epidermal growth factor receptor [EGFR] tyrosine kinase inhibitor [TKis] sensitivity [Ex19del, L858R, G719X, S768I, or L861Q], either alone or in combination with other EGFR mutations, which may include T790M).
* Documented extra-cranial radiologic progression on prior osimertinib monotherapy (as most recent line of treatment) in the adjuvant, locally advanced, or metastatic setting.
* Less than or equal to (<=2) prior lines of EGFR TKIs (osimertinib is the only permitted prior third generation EGFR TKI).
* At least one lesion, not previously irradiated, that qualifies as a RECIST v1.1 TL at baseline and can be accurately measured at baseline.
* World Health Organization (WHO)/Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) performance status of 0 or 1.
* Adequate bone marrow reserve and organ function within 7 days before randomization.

Exclusion Criteria:

* Use of chemotherapy, vascular endothelial growth factor inhibitor, immunotherapy or any anti-cancer therapy in the metastatic setting. Platinum-based chemotherapy in non-metastatic setting within 12 months prior to randomization.
* History of another primary malignancy except for malignancy treated with curative intent with no known active disease within 2 years before the first dose of study intervention.
* Any evidence of severe or uncontrolled systemic diseases, including, but not limited to active bleeding diseases, active infection, active ILD/pneumonitis, cardiac disease.
* Has significant third-space fluid retention (example [eg.], ascites or pleural effusion) as judged by the investigator and is not amenable for required repeated drainage.
* History of non-infectious ILD/pneumonitis including radiation pneumonitis that required steroids or drug-induced ILD, has current ILD/pneumonitis, or has suspected ILD/pneumonitis that cannot be ruled out by imaging at screening.
* Has severe pulmonary function compromise resulting from intercurrent pulmonary illnesses.
* Unstable spinal cord compression and/or unstable brain metastases.
* Participants with symptomatic brain metastases (including leptomeningeal involvement).
* Clinically significant corneal disease.
* Uncontrolled infection requiring systemic antibiotics, antivirals, or antifungals, suspected infections or inability to rule out infections. Use of systemic antibiotics within 14 days of randomization.
* Has known human immunodeficiency virus (HIV) infection that is not well controlled.

Preferisci parlarne con una persona? Contattaci.

Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.