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Linfomi

Studio di fase 2 su ibrutinib e rituximab nel linfoma della zona marginale non trattato

Sperimentale In corso, reclutamento chiusoFase 2 Aggiornata al 8 aprile 2026
Capire il tumore: Linfomi

01

In parole semplici

Lo studio valuta la combinazione di ibrutinib, un farmaco orale che blocca la proteina BTK, e rituximab, un anticorpo anti-CD20. Partecipano persone con linfoma della zona marginale CD20-positivo, inclusi il linfoma MALT, splenico e nodale, sintomatico e mai trattato con chemioterapia o immunoterapia, per cui non sono indicate terapie locali. Si valutano risposta e sicurezza della combinazione.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 2: si studia se il trattamento ha effetto, continuando a controllarne la sicurezza. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

16 sedi in 8 regioni.

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03

Prima di contattare il centro

Scegli il centro: le pagine e le guide qui sotto cambiano con la tua scelta.

Emilia-Romagna

Hai scelto l'Ospedale Santa Maria delle Croci, in Emilia-Romagna. Qui trovi le pagine del centro, i nostri fogli e le guide che servono prima di chiamare.

Da avere sotto mano quando chiami

Codice dello studio
NCT03697512
Tumore
Linfomi
Fase
2
Stato dello studio nel registro
In corso, reclutamento chiuso

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Pagine ufficiali dell'Ospedale Santa Maria delle Croci

I nostri fogli

Guide per questo centro

  • Chiedere una seconda opinione

    Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.

    Nella regione Emilia-Romagna. I tempi per la consegna della documentazione sono fissati dalla legge nazionale. Cambiano da struttura a struttura il modulo, il costo della copia e le modalità di ritiro o spedizione. Chiedi all'ufficio cartelle cliniche o all'Ufficio relazioni con il pubblico (URP).

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
    2. Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
    3. Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
    4. Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
    5. Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
    6. Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
    7. Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Chiedere una seconda opinione

  • L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

    Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.

    Nella regione Emilia-Romagna. Non risulta un numero unico per prenotare: ogni Azienda sanitaria ha il suo CUP telefonico. Per esempio AUSL di Bologna 800 88 48 88 e AUSL della Romagna 800 002255. Il numero verde regionale 800 033 033 dà informazioni e può passarti al CUP dell'azienda. Online con CUPWEB (SPID, CIE o CNS); dal Fascicolo sanitario solo se sei assistito in Emilia-Romagna. In alcune aziende anche nelle farmacie aderenti (FarmaCUP).

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
    2. Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
    3. Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
    4. Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
    5. Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
    6. Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
    7. Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL o con il centro.

04

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro

Inclusion Criteria:

Chemotherapy and immunotherapy-naïve, symptomatic and in need of treatment patients, with histologically proven CD20-positive MZL, not eligible for local therapy, including:

  1. 1.
    EMZL (MALT Lymphoma) patients with MALT- IPI score 1-2 in need of systemic therapy. Either de novo or relapsed following local therapy (including surgery, radiotherapy and antibiotics for H. pylori-positive gastric lymphoma) arisen at any extranodal site with MALT-international prognostic index (IPI) score 1-2 at the time of study entry. 1.1.The following patients with gastric MALT Lymphoma can be entered:
    1. 1.
      H. pylori-negative cases, either de novo (non pretreated) or at relapse following local therapy (i.e., surgery, radiotherapy or antibiotics).
    2. 2.
      H. pylori-positive cases at diagnosis, who either first line antibiotics or further local treatment (surgery or radiotherapy), including patients with:
      • clinical (endoscopic) and histological evidence of disease progression at any time post H. pylori eradication;
      • clinical (endoscopic) and histological relapse (without H. pylori re-infection), after a remission patients;
      • persistent (stable) lymphoma at ≥ 1 year post H. pylori eradication. 1.2. Similar consideration may be applied to patients with ocular adnexal lymphoma treated with antibiotics.
  2. 2.
    SMZL patients in need of therapy. Either de novo or relapsed following local therapy [including surgery and antiviral therapy for Hepatitis C virus (HCV)]. Patient must have a symptomatic disease requiring treatment and be not eligible for splenectomy or not willing to undergo splenectomy. 2.1. Patients with SMZL can be entered if any of the following criteria is present:
    1. 1.
      bulky progressive or painful splenomegaly;
    2. 2.
      enlarged lymph nodes or involvement of extranodal sites with or without cytopenias , i.e. involvement of ≥3 nodal sites, each with a diameter of ≥3 cm. Any nodal tumor mass with a diameter of ≥7 cm (GELG criteria, as adopted in follicular lymphoma);
    3. 3.
      one of the following symptomatic/progressive cytopenias:
      • Hgb < 10 g/dL;
      • ANC < 1000/μL:
      • PLT< 80 000/μL whatever the reason (autoimmune or hypersplenism or bone marrow infiltration). 2.2. Splenectomised patients with rapidly raising lymphocyte counts, lymphadenopathy or involvement of extranodal sites can be entered. 2.3. SMZL with concomitant HCV infection who have not responded to or are relapsed after antiviral therapy can be entered.
  3. 3.
    NMZL patients in need of therapy Either, de novo presenting with disseminated disease or relapsed after local radiotherapy or following antiviral therapy for HCV. Localized nodal MZL is not eligible.
    • Measurable or evaluable disease.
    • Ann Arbor II-IV. Stage I disease may be eligible only if not candidate to local therapy (surgery or radiotherapy).
    • Age ≥ 18.
    • Life expectancy of at least 1 year.
    • ECOG Performance status 0-2.
    • Adequate bone marrow, kidney and liver function
    • For women of childbearing potential only: negative serum pregnancy test done within 7 days prior to study drugs administration or within 14 days if with a confirmatory urine pregnancy test within 7 days prior to the first study drugs administration.
    • Fertile male or female patients of childbearing potential and their partners must use higly effective contraception methods during the study and for at least 12 months after the last dose of subcutaneous rituximab. In case hormonal methods of birth control is used a barrier method must be added.
    • Ability to understand and the willingness to sign a written informed consent document

Exclusion Criteria:

  1. 1.
    Any type of lymphoma other than MZL (including MZL with histologic transformation to high-grade lymphoma).
  2. 2.
    Localized (stage IE and IIE) MALT lymphoma, for example gastric, ocular and cutaneous lymphoma, that may benefit from local therapy only (surgery or radiotherapy).
  3. 3.
    Known CNS involvement of MZL.
  4. 4.
    Any previous systemic treatment with immunotherapy or chemotherapy or with BTK inhibitors.
  5. 5.
    Major surgery within 4 weeks prior to registration.
  6. 6.
    History of stroke or intracranial bleeding within 6 months.
  7. 7.
    Known bleeding diathesis (eg, von Willebrand's disease) or hemophilia.
  8. 8.
    Concurrent use of warfarin of other vitamin K antagonists.
  9. 9.
    Concurrent use of strong cytochrome P450 (CYP)3A4/5 inhibitors (see http://medicine.iupui.edu/clinpharm/ddis/clinical-table/).
  10. 10.
    Any life-threatening illness, medical condition, or organ system dysfunction which, in the investigator's opinion, could compromise the subject's safety, interfere with the absorption or metabolism of ibrutinib capsules, or put the study outcomes at undue risk.
  11. 11.
    International normalized ratio (INR) or prothrombin time (PT) ≥1.5 ULN. Partial thromboplastin time (PTT) or activated PTT (aPTT) ≥1.5 ULN unless due to lupus anticoagulant.
  12. 12.
    Vaccinated with live, attenuated vaccines within 4 weeks prior to randomization.
  13. 13.
    Clinically significant hypersensitivity (e.g., anaphylactic or anaphylactoid reactions to the compound of ibrutinib and/or rituximab themselves or to the excipients in their formulation).
  14. 14.
    Positive test results for chronic HBV infection (defined as positive HBsAg serology).
  15. 15.
    Patients with occult or prior HBV infection (defined as negative HBsAg and positive total HBcAb) may be included if HBV DNA is undetectable, provided that they are willing to undergo monthly DNA testing and taking specific antiviral prophylaxis, according to local policy. Patients who have protective titers of hepatitis B surface antibody (HBsAb) after vaccination are eligible.
  16. 16.
    Positive test results for hepatitis C. Patients positive for HCV antibody are eligible only if PCR is negative for HCV RNA.
  17. 17.
    HIV infection or immunodeficiency.
  18. 18.
    Active, severe infections
  19. 19.
    Pregnancy or breastfeeding.
  20. 20.
    Clinically significant cardiovascular diseases such as uncontrolled or symptomatic arrhythmias, congestive heart failure, or myocardial infarction within 6 months of screening, or any Class 3 (moderate) or Class 4 (severe) cardiac disease as defined by the New York Heart Association Functional Classification.
  21. 21.
    Any serious medical or psychiatric illness likely to interfere with participation in this clinical study.
  22. 22.
    Prior history of malignancies other than MZL within 3 years,with the exception of adequately treated cervical carcinoma in situ or localized non-melanoma skin cancer.
  23. 23.
    Current enrolment or participation in another therapeutic clinical trial within 28 days prior to treatment start

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.