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Tumore della vescica e delle vie urinarie

Pembrolizumab (MK-3475) perioperatorio più cistectomia, o con enfortumab vedotin, rispetto alla sola cistectomia in partecipanti non idonei o contrari al cisplatin con tumore della vescica con invasione muscolare (MK-3475-905/KEYNOTE-905/EV-303)

Sperimentale In corso, reclutamento chiusoFase 3 Aggiornata al 30 giugno 2026

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In parole semplici

Questo è uno studio su pembrolizumab perioperatorio, oppure enfortumab vedotin in associazione a pembrolizumab, in partecipanti non idonei al cisplatin o che rifiutano il cisplatin con tumore della vescica con invasione muscolare (MIBC).

L'ipotesi primaria è che pembrolizumab perioperatorio più cistectomia radicale (RC) più dissezione dei linfonodi pelvici (PLND), ed enfortumab vedotin perioperatorio in associazione a pembrolizumab più RC+PLND, ottengano una sopravvivenza libera da eventi (EFS) superiore rispetto alla sola RC+PLND.

Con l'Emendamento 5 sono state rimosse le misure di esito relative al combined positive score (CPS) del ligando 1 della morte cellulare programmata (PD-L1).

Con l'Emendamento 8 la misura di esito primaria dei tassi di risposta completa patologica (pCR) è stata cambiata in misura di esito secondaria.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 3: si confronta il trattamento con le cure già in uso. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

10 sedi in 8 regioni.

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Menopiù sediConfini regionali: ISTAT (CC BY)

Veneto la regione che hai scelto

  • AULSS8 Berica-Ospedale S.Bortolo-ONCOLOGIA CLINICAVicenzaContatti non ancora nelle nostre schede
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Abruzzo 1 sede
  • Policlinico Gemelli di RomaRomaContatti non ancora nelle nostre schede
Campania 1 sede
  • Istituto Nazionale Per Lo Studio E La Cura Dei TumoriNaplesContatti non ancora nelle nostre schede
Lombardia 3 sedi
  • Ospedale San Raffaele-Oncologia MedicaMilanContatti non ancora nelle nostre schede
  • Istituto Nazionale Studio e Cura dei TumoriMilanContatti non ancora nelle nostre schede
  • Fondazione Salvatore Maugeri IRCCSPaviaContatti non ancora nelle nostre schede
Piemonte 1 sede
  • Azienda Sanitaria Ospedaliera S Luigi Gonzaga-SCDU Oncologia MedicaOrbassanoContatti non ancora nelle nostre schede
Sicilia 1 sede
  • A.O.U. Policlinico Vittorio Emanuele - Presidio Gaspare RodolicoCataniaContatti non ancora nelle nostre schede
Toscana 1 sede
  • Azienda USL 8 di Arezzo-Medical OncologyArezzoContatti non ancora nelle nostre schede
Umbria 1 sede
  • Azienda Ospedaliera Santa Maria Terni-S.C. Oncologia Medica e TraslazionaleTerniContatti non ancora nelle nostre schede

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Prima di contattare il centro

Le sedi di questo studio non sono ancora collegate alle nostre schede dei centri. Le guide qui sotto valgono per qualunque centro.

Guide per qualunque centro

  • Chiedere una seconda opinione

    Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
    2. Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
    3. Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
    4. Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
    5. Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
    6. Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
    7. Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.

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    Moduli e documenti (6): Chiedere una seconda opinione

  • Cure fuori regione e rimborsi

    Puoi curarti con il Servizio sanitario nazionale in qualunque struttura pubblica o privata accreditata d'Italia, anche fuori dalla tua regione. I contributi per viaggio e soggiorno non sono un diritto nazionale: li prevedono solo alcune Regioni, quasi sempre con un'autorizzazione chiesta prima di partire. Informati alla tua ASL prima del viaggio.

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    1. Il diritto di scegliere. Con il Servizio sanitario nazionale puoi farti curare in una struttura pubblica o privata accreditata di un'altra regione. Visite, esami e ricoveri seguono le stesse regole di chi vive lì: impegnativa, prenotazione, ticket o esenzione.
    2. Chiedi al centro come si accede. Ogni regione ha il proprio sistema di prenotazione. Chiama il centro e chiedi come si prenota la prima visita, quale impegnativa serve e quali documenti portare.
    3. Prima di partire, chiama la tua ASL. Chiedi se la tua Regione prevede un contributo per viaggio e soggiorno e a quali condizioni. Dove esiste, spesso servono un'autorizzazione chiesta prima della partenza e un certificato che spieghi perché la cura si fa fuori regione. Senza autorizzazione preventiva, in molti casi il contributo non viene riconosciuto.
    4. Chiedi anche dell'accompagnatore. Alcune Regioni riconoscono il contributo anche a una persona che ti accompagna, a certe condizioni. Chiedi se nel tuo caso è previsto e quale documento lo deve attestare.
    5. Conserva tutto. Tieni biglietti, ricevute di pedaggi e carburante, fatture dell'alloggio e ricevute dei pasti. Chiedi alla struttura un attestato con le date di visite, terapie o ricovero. Di solito sono richiesti in originale per la domanda di rimborso.
    6. Presenta la domanda di rimborso. Al rientro consegna la domanda con le ricevute all'ufficio indicato dalla tua ASL. Ogni Regione fissa un termine: chiedilo subito e segnalo sul calendario. Rimborsi e tetti di spesa cambiano da regione a regione.
    7. Se partecipi a uno studio clinico. Chiedi al centro se lo studio prevede il rimborso delle spese di viaggio e alloggio: quando c'è, è scritto nel foglio informativo. Chiedi anche alla tua ASL: alcuni territori prevedono un contributo proprio.

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    Moduli e documenti (5): Cure fuori regione e rimborsi

  • L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

    Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.

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    1. Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
    2. Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
    3. Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
    4. Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
    5. Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
    6. Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
    7. Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.

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    Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

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Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro

Inclusion Criteria:

  • Have a histologically confirmed diagnosis of urothelial carcinoma/muscle-invasive bladder cancer [MIBC] (cT2-T4aN0M0 or T1-T4aN1M0) with predominant (≥50%) urothelial histology to be confirmed by Blinded Independent Central Review (BICR) (central pathology and/or imaging).
  • Clinically nonmetastatic bladder cancer determined by imaging
  • Eligible for radical cystectomy (RC) + pelvic lymph node dissection (PLND), and agreement to undergo curative intent standard RC + PLND (including prostatectomy if applicable)
  • Ineligible for treatment with cisplatin, as defined by meeting at least one of the following criteria OR be eligible for treatment with cisplatin but decline treatment with cisplatin-based chemotherapy:
    • Impaired renal function with measured or calculated creatinine clearance (CrCl) 30 to 59 mL/min (calculated by Cockcroft-Gault method, Modification of Diet of Renal Disease [MDRD] equations, or measured by 24-hour urine collection)
    • Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) Performance Status 2
    • Common Terminology Criteria for Adverse Events (CTCAE) v.4 Grade ≥2 audiometric hearing loss
    • New York Heart Association (NYHA) Class III heart failure
  • Transurethral resection (TUR) of a bladder tumor that is submitted for central pathology assessment and adequate to determine urothelial histology and PD-L1 expression assessment
  • ECOG performance status of 0, 1, or 2
  • Adequate organ function
  • A male participant is eligible to participate if he agrees to use contraception and refrain from donating sperm during the intervention period and for at least 180 days after the last dose of enfortumab vedotin. If the male participants are receiving pembrolizumab only or undergoing surgery only, there are no contraception requirements
  • A female participant is eligible to participate if she is not pregnant, not breastfeeding, and at least 1 of the following conditions applies: Not a (woman of childbearing potential) WOCBP or a WOCBP who agrees to use a highly effective contraceptive method or be abstinent from heterosexual intercourse (as their preferred and usual lifestyle) during the intervention period and for at least 120 days after the last dose of pembrolizumab and at least 180 days after the last dose of enfortumab vedotin; whichever comes last. A female participant must agree not to donate eggs during this period as well
  • A WOCBP must have a negative highly sensitive pregnancy test within 24 hours before the first dose of study intervention

Exclusion Criteria:

  • Known additional nonurothelial malignancy that is progressing or has required active anticancer treatment ≤3 years of study randomization, with certain exceptions
  • Has ≥ N2 or metastatic disease (M1) as identified by imaging
  • Received any prior systemic treatment, chemoradiation, and/or radiation therapy for muscle-invasive bladder cancer (MIBC) or non-muscle invasive bladder cancer (NMIBC)
  • Received prior therapy with an anti-programmed cell death protein 1 (PD-1), anti-programmed death-ligand 1 (PD-L1), or anti-programmed cell death 1 ligand 2 (PD-L2), or with an agent directed to another stimulatory or coinhibitory T-cell receptor
  • Received prior systemic anticancer therapy including investigational agents within 3 years prior to randomization
  • Received any prior radiotherapy to the bladder
  • Received a partial cystectomy of the bladder to remove any non-muscle-invasive bladder cancer (NMIBC) or MIBC
  • Received a live or live-attenuated vaccine within 30 days before the first dose of study intervention
  • Current participation in or participation in a study of an investigational agent or use of an investigational device within 4 weeks prior to the first dose of study intervention
  • Ongoing sensory or motor neuropathy Grade 2 or higher
  • Diagnosis of immunodeficiency or receipt of chronic systemic steroid therapy or any other form of immunosuppressive therapy within 7 days prior the first dose of study drug. Physiologic replacement doses of corticosteroids are permitted for participants with adrenal insufficiency.
  • Hypersensitivity to monoclonal antibodies (including pembrolizumab) and/or any of their excipients
  • Severe hypersensitivity (≥ Grade 3) to enfortumab vedotin or any excipient contained in the drug formulation of enfortumab vedotin
  • Active keratitis or corneal ulcerations. Participants with superficial punctate keratitis are allowed if the disorder is being adequately treated in the opinion of the investigator
  • Active autoimmune disease that has required systemic therapy in past 2 years (i.e., with use of disease modifying agents, corticosteroids or immunosuppressive drugs). Replacement therapy (e.g., thyroxine, insulin, or physiologic corticosteroid replacement therapy for adrenal or pituitary insufficiency) is not considered a form of systemic therapy and is allowed
  • Has uncontrolled diabetes
  • History of (noninfectious) pneumonitis that required steroids, or current pneumonitis
  • Active infection requiring systemic therapy
  • Has had an allogeneic tissue/solid organ transplant

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

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    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

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    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.