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Linfomi

Studio di fase 1b su mosunetuzumab o glofitamab con iberdomide o golcadomide nei linfomi non-Hodgkin a cellule B

Sperimentale In corso, reclutamento chiusoFase 1 Aggiornata al 17 agosto 2026
Capire il tumore: Linfomi

01

In parole semplici

Lo studio valuta due anticorpi bispecifici, mosunetuzumab e glofitamab, che collegano i linfociti T alle cellule del linfoma, in combinazione con CC-220 (iberdomide) e/o CC-99282 (golcadomide), farmaci orali che modulano il sistema immunitario. Partecipano persone adulte con linfomi non-Hodgkin a cellule B, come linfoma follicolare o linfoma diffuso a grandi cellule B. Si studiano sicurezza, dose e prime risposte.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 1: si valuta soprattutto la sicurezza del trattamento e quale dose usare. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

4 sedi in 3 regioni. Nessuna sede in Lazio, la regione che avevi scelto.

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Le regioni con sedi di questo studio 3 regioni

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Per il centro scelto qui sotto: IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant'Orsola, in Emilia-Romagna.

Facoltativo. La scelta resta solo su questo dispositivo: non la riceviamo e non la inviamo a nessuno.

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03

Prima di contattare il centro

Scegli il centro: le pagine e le guide qui sotto cambiano con la tua scelta.

Emilia-Romagna

Hai scelto l'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant'Orsola, in Emilia-Romagna. Qui trovi le pagine del centro, i nostri fogli e le guide che servono prima di chiamare.

Da avere sotto mano quando chiami

Codice dello studio
NCT05169515
Tumore
Linfomi
Fase
1
Stato dello studio nel registro
In corso, reclutamento chiuso

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Pagine ufficiali dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant'Orsola

I nostri fogli

Guide per questo centro

  • Chiedere una seconda opinione

    Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.

    Nella regione Emilia-Romagna. I tempi per la consegna della documentazione sono fissati dalla legge nazionale. Cambiano da struttura a struttura il modulo, il costo della copia e le modalità di ritiro o spedizione. Chiedi all'ufficio cartelle cliniche o all'Ufficio relazioni con il pubblico (URP).

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
    2. Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
    3. Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
    4. Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
    5. Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
    6. Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
    7. Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Chiedere una seconda opinione

  • L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

    Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.

    Nella regione Emilia-Romagna. Non risulta un numero unico per prenotare: ogni Azienda sanitaria ha il suo CUP telefonico. Per esempio AUSL di Bologna 800 88 48 88 e AUSL della Romagna 800 002255. Il numero verde regionale 800 033 033 dà informazioni e può passarti al CUP dell'azienda. Online con CUPWEB (SPID, CIE o CNS); dal Fascicolo sanitario solo se sei assistito in Emilia-Romagna. In alcune aziende anche nelle farmacie aderenti (FarmaCUP).

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
    2. Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
    3. Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
    4. Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
    5. Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
    6. Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
    7. Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL o con il centro.

04

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro

Inclusion Criteria:

  • Age >/= 18 years
  • Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) Performance Status of 0, 1, or 2
  • History of one of the following histologically documented hematologic malignancies that are expected to express the CD20 antigen: In the Dose Escalation phase, participants must have relapsed after or failed to respond to at least two prior lines of systemic therapy. In the Dose Expansion phase, participants with FL Grades 1-3a must have relapsed after or failed to respond to at least one prior line of systemic therapy and must require systemic therapy. Participants with DLBCL/transformed FL must have relapsed after or failed to respond to at least one prior systemic treatment regimen.
  • Participants with DLBCL/transformed FL who have received only one prior line of therapy must: Not be considered a candidate for autologous stem cell transplantation (ASCT) due to age, performance status, comorbidities and/or insufficient response to prior treatment, or have refused ASCT; or be ineligible for or unable to receive chimeric antigen receptor T-cell (CAR-T) therapy due to reasons defined by the protocol
  • Fluorodeoxyglucose-avid lymphoma (i.e. PET-positive lymphoma)
  • At least one bi-dimensionally measurable nodal lesion (> 1.5 cm in its largest dimension by diagnostic quality CT or PET/CT scan), or at least one bi-dimensionally measurable extranodal lesion (> 1.0 cm in its largest dimension by diagnostic quality CT or PET/CT scan)
  • Availability of a representative tumor specimen and the corresponding pathology report for confirmation of the diagnosis of NHL
  • A fresh pretreatment biopsy during screening period, excisional or incisional, is preferred
  • Adequate hematologic function without growth factors or blood product transfusion within 14 days of first dose of study drug administration
  • Normal laboratory values
  • All participants and health care providers will be trained and counseled on pregnancy prevention. For female participants of childbearing potential: agreement to remain abstinent (refrain from heterosexual intercourse) or use contraception during the treatment period and for 3 months after the final dose of mosunetuzumab, at least 18 months after pre-treatment with obinutuzumab or 2 months after the last dose of glofitamab, 28 days after the last dose of CC-220, 28 days after the last dose of CC-99282, 3 months after the last dose of tocilizumab (if applicable), whichever is longer
  • For male participants: agreement to remain abstinent (refrain from heterosexual intercourse) or use a condom, and agree to refrain from donating sperm during the treatment period and for at least 3 months after pre-treatment with obinutuzumab or 2 months after the last dose of glofitamab, 28 days after the last dose of CC-220, 28 days after the last dose of CC- 99282, 2 months after the final dose of tocilizumab (if applicable), whichever is longer

Exclusion Criteria:

  • Pregnancy or breastfeeding, or intention of becoming pregnant during the study (female participants of childbearing potential must have a negative serum pregancy test result within 14 days prior to initiation of the study treatment) or within 3 months after the final dose of mosunetuzumab, at least 3 months after pre-treatment with obinutuzumab or 2 months after the last dose of glofitamab, whichever is longer, 28 days after the last dose of CC-220, 28 days after the last dose of CC-9282, 3 months after the final dose of tocilizumab, whichever is longer
  • Participant has received prior therapy with cereblon (CRBN)-modulating drug (e.g., lenalidomide, avadomide/CC-122, pomalidomide) </= 4 weeks prior to starting CC-220 and/or CC-99282
  • Inability to swallow pills, or persistent diarrhea or malabsorption >= Grade 2 National Cancer Institute (NCI) Common Terminology Criteria for Adverse Events (CTCAE), despite medical management
  • QTc interval of > 470 ms
  • The following treatments prior to study entry: mosunetuzumab, glofitamab, or other CD20/CD3-directed bispecific antibodies; allogenic stem cell therapy (SCT); solid organ transplantation
  • Treatments (investigational or approved) within the following time periods prior to initiation/first dose of study treatment: radiotherapy within 2 weeks; autologous SCT within 100 days; chimeric antigen receptor (CAR) T-cell therapy within 30 days; prior anti-lymphoma treatment with monoclonal antibodies or antibody-drug conjugates within 4 weeks; use of radioimmunoconjugates within 12 weeks; systemic immunosuppressive medications within 2 weeks; any other anti-cancer therapy, whether investigational or approved, including but not limited to chemotherapy, within 4 weeks or 5 half-lives of the drug, whichever is shorter
  • Live, attenuated vaccine within 4 weeks before first dose of study treatment, or in whom it is anticipated that such a live attenuated vaccine will be required during the study period or within 5 months after the final dose of study treatment
  • Current or past history of central nervous system (CNS) lymphoma or leptomeningeal infiltration
  • History of severe allergic or anaphylactic reactions to humanized or murine monoclonal antibody therapy (or recombinant antibody-related fusion proteins)
  • History of autoimmune disease, including but not limited to myocarditis, pneumonitis, myasthenia gravis, myositis, autoimmune hepatitis, systemic lupus erythematosus, rheumatoid arthritis, inflammatory bowel disease, vascular thrombosis associated with antiphospholipid syndrome, granulomatosis with polyangiitis, Sjögren's syndrome, Guillain-Barré syndrome, multiple sclerosis, vasculitis, or glomerulonephritis
  • Major surgery or significant traumatic injury < 28 days prior to enrollment (excluding biopsies) or anticipation of the need for major surgery during study treatment
  • Clinically significant toxicities from prior treatment have not resolved to Grade </= 1 (per US national cancer institute (NCI) common terminology criteria for adverse events (CTCAE) v5.0) prior to the first study drug administration with exceptions defined by the protocol
  • Evidence of any significant, concomitant disease (e.g. cardiovascular, pulmonary, liver, CVA or stroke, ILD, PML, infection, HLH etc) that could affect compliance with the protocol or interpretation of results
  • For participants enrolled into glofitamab cohort: documented refractoriness to an obinutuzumab monotherapy-containing regimen (defined as disease that did not achieve response (PR or CR) or progressed within 6 months of the last dose of an obinutuzumab-containing regimen)

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.