Vai al contenuto

Tumore dell'ovaio

Studio di fase 2 su niraparib di mantenimento dopo 3 o 6 cicli di chemioterapia nel tumore dell'ovaio avanzato HRD-positivo

Sperimentale In reclutamentoFase 2 Aggiornata al 27 luglio 2026

01

In parole semplici

Lo studio confronta due strategie di prima linea: 3 cicli oppure 6 cicli di chemioterapia a base di platino, seguiti in entrambi i casi dal mantenimento con niraparib, un inibitore di PARP. Partecipano donne con tumore dell'ovaio di alto grado in stadio III-IV, completamente operato e con deficit della ricombinazione omologa (HRD). Si vuole verificare se la chemioterapia più breve dà risultati non inferiori.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 2: si studia se il trattamento ha effetto, continuando a controllarne la sicurezza. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

10 sedi in 6 regioni. Nessuna sede in Lazio, la regione che avevi scelto. Accanto a ogni sede trovi lo stato indicato dal registro, quando è noto.

Usa + e − per ingrandire, le frecce per spostare, 0 per tornare alla vista iniziale.

Menopiù sedi centri delle nostre schede più centri vicini: tocca per ingrandire Confini regionali: ISTAT (CC BY)
Le regioni con sedi di questo studio 6 regioni

Apri una regione per vedere le sue sedi.

Emilia-Romagna 2 sedi
Lombardia 3 sedi
Piemonte 2 sedi
Sardegna 1 sede
Toscana 1 sede
Veneto 1 sede

Vieni da un'altra regione?

Per il centro scelto qui sotto: IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant'Orsola, in Emilia-Romagna.

Facoltativo. La scelta resta solo su questo dispositivo: non la riceviamo e non la inviamo a nessuno.

Scegli dove vivi per vedere le regole della tua Regione su viaggio e soggiorno.

03

Prima di contattare il centro

Scegli il centro: le pagine e le guide qui sotto cambiano con la tua scelta.

Emilia-Romagna

Hai scelto l'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant'Orsola, in Emilia-Romagna. Qui trovi le pagine del centro, i nostri fogli e le guide che servono prima di chiamare.

Per questo studio, la sede risulta: Arruola.

Da avere sotto mano quando chiami

Codice dello studio
NCT05460000
Tumore
Tumore dell'ovaio
Fase
2
Stato dello studio nel registro
In reclutamento

Prepara la telefonata (3 minuti)

Pagine ufficiali dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant'Orsola

I nostri fogli

Guide per questo centro

  • Chiedere una seconda opinione

    Puoi chiedere a un altro centro un parere sulla diagnosi o sulle cure proposte. Per farlo serve la tua documentazione clinica completa: hai diritto ad averne copia e la struttura deve consegnarla entro tempi fissati dalla legge. Parlarne con il tuo oncologo aiuta a confrontare i pareri.

    Nella regione Emilia-Romagna. I tempi per la consegna della documentazione sono fissati dalla legge nazionale. Cambiano da struttura a struttura il modulo, il costo della copia e le modalità di ritiro o spedizione. Chiedi all'ufficio cartelle cliniche o all'Ufficio relazioni con il pubblico (URP).

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Decidi che cosa vuoi chiedere. Una seconda opinione può riguardare la diagnosi, le cure proposte o entrambe. Scrivi le tue domande prima di cominciare. Ti aiuta a scegliere a chi rivolgerti e a non dimenticare nulla il giorno della visita.
    2. Parlane con il tuo oncologo. Dirglielo non è una mancanza di fiducia. Il medico che ti segue può prepararti una relazione aggiornata e indicarti quali documenti servono. Aiuta anche a confrontare i pareri e a decidere insieme i passi successivi.
    3. Chiedi copia della documentazione. Hai diritto alla copia della cartella clinica e degli altri documenti sanitari. Per legge la direzione sanitaria deve fornire la documentazione disponibile entro 7 giorni dalla richiesta, preferibilmente in formato elettronico. Le eventuali integrazioni arrivano entro 30 giorni.
    4. Raccogli tutto in ordine. Metti i documenti in ordine di data, dal più vecchio al più recente. Chiedi al centro che ti darà il parere che cosa vuole vedere: di solito i referti, le lettere di dimissione e gli esami per immagini con i loro supporti. Può chiedere anche i preparati su cui è stata fatta la diagnosi.
    5. Prenota la visita. Chiama il centro e chiedi come si prenota una visita per seconda opinione. Chiedi se si fa con il Servizio sanitario, con l'impegnativa, o solo in libera professione, e in quel caso quanto costa. Alcuni centri valutano la documentazione anche a distanza.
    6. Se non puoi ritirare i documenti di persona. Puoi delegare una persona di fiducia. Servono una delega scritta e firmata e la copia dei documenti d'identità di entrambi. Ogni struttura può chiedere il proprio modulo: verifica prima.
    7. Dopo il parere. Chiedi che il parere ti venga dato per iscritto. Portalo al medico che ti segue e parlatene insieme. Se i pareri sono diversi, chiedi a entrambi di spiegarti le ragioni: la decisione sulle cure si prende con i tuoi medici.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Chiedere una seconda opinione

  • L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

    Per una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale (SSN) serve di solito l'impegnativa, cioè la ricetta del medico di famiglia o dello specialista. Oggi è quasi sempre elettronica: ricevi un codice da usare per prenotare. Se chiami per uno studio clinico, chiedi al centro quale documento serve.

    Nella regione Emilia-Romagna. Non risulta un numero unico per prenotare: ogni Azienda sanitaria ha il suo CUP telefonico. Per esempio AUSL di Bologna 800 88 48 88 e AUSL della Romagna 800 002255. Il numero verde regionale 800 033 033 dà informazioni e può passarti al CUP dell'azienda. Online con CUPWEB (SPID, CIE o CNS); dal Fascicolo sanitario solo se sei assistito in Emilia-Romagna. In alcune aziende anche nelle farmacie aderenti (FarmaCUP).

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Che cos'è. L'impegnativa è la prescrizione con cui il medico chiede una visita o un esame a carico del Servizio sanitario nazionale. Oggi è quasi sempre elettronica. È identificata da un codice, il Numero di ricetta elettronica (NRE), che trovi sul promemoria.
    2. Chi la scrive. Per il primo accesso, di solito il medico di famiglia. Per controlli, approfondimenti e follow-up deve prescriverli lo specialista che ti ha preso in carico, senza rimandarti dal medico di famiglia. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028.
    3. Che cosa controllare. Verifica che riporti la prestazione giusta e il quesito diagnostico, cioè il motivo della richiesta. Controlla la classe di priorità e, se ce l'hai, il codice di esenzione. Se manca qualcosa, chiedi al medico di correggerla prima di prenotare.
    4. Le classi di priorità. La lettera indicata dal medico stabilisce il tempo massimo di attesa: U (urgente) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, P (programmata) entro 120 giorni. La priorità la decide il medico in base alla situazione clinica.
    5. Come prenotare. Con il codice dell'impegnativa prenoti al CUP della tua regione: allo sportello, al telefono, in farmacia o online, secondo i servizi disponibili. Se rifiuti la prima data o la sede proposta, il tempo massimo di attesa non è più garantito.
    6. Se la data proposta supera i tempi massimi. Hai diritto ad avere la prestazione di primo accesso entro i tempi della tua classe di priorità. Se il CUP non riesce a garantirla, l'azienda sanitaria deve attivare un «percorso di tutela» e trovare un'alternativa. Le modalità sono stabilite da ogni Regione.
    7. Se chiami per uno studio clinico. Non sempre serve l'impegnativa. A volte il centro chiede una visita oncologica con impegnativa, a volte basta una lettera del tuo oncologo. Chiedilo al centro al primo contatto.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (5): L'impegnativa: cos'è e come ottenerla

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL o con il centro.

04

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro

Inclusion Criteria:

  1. 1.
    Written informed consent and obtained from the subject prior to performing any protocol-related procedures, including screening evaluations.
  2. 2.
    Female patient, age ≥ 18 years.
  3. 3.
    FIGO Stage III-IV high-grade ovarian cancer (all histological types, except mucinous histology)
  4. 4.
    Complete primary debulked patients (without any macroscopic residuals), confirmed by CT-Scan postoperatively.
  5. 5.
    Patients must have formalin-fixed, paraffin-embedded tumor samples available from the primary cancer for central NGS analysis and must be HRDpositive defined as BRCAmut independent of NOGGO GIS Score OR NOGGO GIS Score >83 independent of BRCA status, based on these results.
  6. 6.
    Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) performance status 0 or 1.
  7. 7.
    Patients must be able to take oral medications.
  8. 8.
    Synchronous and secondary malignancies are allowed if the prognosis of the ovarian cancer is not affected. The investigator must contact the medical monitoring team before enrolling the patient in the clinical trial.
  9. 9.
    Patients must have normal organ and bone marrow function:
    1. 1.
      Hemoglobin ≥ 10.0 g/dL independent of transfusion ≤ 14 days prior to screening hemoglobin assessment
    2. 2.
      Absolute neutrophil count (ANC) ≥ 1.5 x 109/L
    3. 3.
      Platelet count ≥ 100 x 109/L
    4. 4.
      Total bilirubin ≤ 1.5 x institutional upper limit of normal (ULN); < 2 × ULN if hyperbilirubinemia is due to Gilbert's syndrome
    5. 5.
      Aspartate aminotransferase /Serum Glutamic Oxaloacetic Transaminase (ASAT/SGOT)) and Alanine aminotransferase /Serum Glutamic Pyruvate Transaminase (ALAT/SGPT)) ≤ 2,5 x ULN
    6. 6.
      Serum creatinine ≤ 1.5 x institutional ULN and creatinine clearance > 30 mL/min.
  10. 10.
    Postmenopausal or evidence of non-childbearing status for women of childbearing potential prior to the first dose of study treatment. Female patients of childbearing potential must have a negative serum pregnancy test result ≤3 days prior to administration of the first dose of study treatment.

Patients are considered to be of childbearing potential unless 1 of the following applies:

  1. 1.
    Considered to be permanently sterile. Permanent sterilization includes hysterectomy, bilateral salpingectomy, and/or bilateral oophorectomy; or
  2. 2.
    Is postmenopausal, defined as no menses for at least 12 months without an alternative medical cause. A high follicle-stimulating hormone (FSH) level consistently in the postmenopausal range (30 mIU/mL or higher) may be used to confirm a postmenopausal state in women not using hormonal contraception or hormonal replacement therapy; however, in the absence of 12 months of amenorrhea, a single FSH measurement is insufficient to confirm a postmenopausal state.

Female patients of reproductive potential must practice highly effective methods (failure rate < 1% per year) of contraception with their partners, if of reproductive potential, during treatment and for 6 months following the last dose of chemotherapy or the last dose of niraparib, whichever occurs later, or longer if requested by local authorities. Highly effective contraception includes: Ongoing use of progesterone only injectable or implantable contraceptives; Placement of an intrauterine device (IUD) or intrauterine system (IUS); Bilateral tubal occlusion; Sexual abstinence as defined as complete or true abstinence, acceptable only when it is the usual and preferred lifestyle of the patient; periodic abstinence (e.g., calendar, symptothermal, post-ovulation methods) is not acceptable; or Sterilization of the male partner, with appropriate post-vasectomy documentation of absence of sperm in ejaculate.

Exclusion Criteria:

  1. 1.
    Non-epithelial origin of the ovary, the fallopian tube or the peritoneum (i.e., germ cell tumors) and Ovarian tumors of low malignant potential (e.g., borderline tumors), or mucinous carcinoma of the ovary.
  2. 2.
    Low-grade ovarian, fallopian tube or peritoneal cancer.
  3. 3.
    Has known hypersensitivity to any of the study drugs or any of the excipients of any of the study drugs.
  4. 4.
    Has known hypersensitivity to platin-containing compounds other than carboplatin.
  5. 5.
    Patients posttransplant, including previous allogeneic bone marrow transplant.
  6. 6.
    Has undergone interval debulking of the tumor.
  7. 7.
    Has received any anti-cancer therapy for ovarian cancer other than primary surgery.
  8. 8.
    Administration of other simultaneous chemotherapy drugs, any other anti-cancer therapy or anti-neoplastic hormonal therapy, or simultaneous radiotherapy during the trial treatment period (hormonal replacement therapy is permitted as are steroidal antiemetics).
  9. 9.
    Has received prior treatment with a PARP inhibitor or has participated in a trial where any treatment arm included the administration of a PARP inhibitor.
  10. 10.
    Bevacizumab is planned to be given together with first line chemotherapy or as maintenance.
  11. 11.
    Clinically significant cardiovascular disease:
    1. 1.
      Cerebrovascular accident or myocardial infarction or unstable angina ≤6 months before start of study treatment
    2. 2.
      Severe cardiac arrhythmia (recent event or active or uncontrolled)
    3. 3.
      New York Heart Association grade ≥2 congestive heart failure
    4. 4.
      Uncontrolled hypertension (defined as systolic blood pressure >140 mmHg and/or diastolic blood pressure >90 mmHg), or history of hypertensive crisis, or hypertensive encephalopathy or posterior reversible encephalopathy syndrome
    5. 5.
      History of stroke or transient ischemic attack ≤6 months before start of study treatment
    6. 6.
      Coronary/peripheral artery bypass graft ≤6 months before start of study treatment
    7. 7.
      Deep vein thrombosis or thromboembolic events ≤1 month before start of study treatment
  12. 12.
    History or evidence of brain metastases or spinal cord compression.
  13. 13.
    Known history of MDS or a pre-treatment cytogenetic testing result at risk for a diagnosis of MDS/AML.
  14. 14.
    Current, clinically relevant bowel obstruction at the time of randomization.
  15. 15.
    Patients with gastrointestinal disorders likely to interfere with absorption of the study medication.
  16. 16.
    Pregnant or lactating women, women of child-bearing potential who do not agree to the usage of highly effective contraception methods (see inclusion criteria) starting with the screening visit through at least 6 months after the last dose of chemotherapy treatment or through at least 1 month after the last dose of niraparib, whichever occurs later.
  17. 17.
    Participation in another clinical study with an investigational product immediately prior to randomization. Earliest time point for randomization is after the time required for the investigational product to undergo 5 half-lives has passed.
  18. 18.
    Has a known history of Human Immunodeficiency Virus (HIV) infection (known HIV1/HIV2 antibodies positive) or acquired immunodeficiency syndrome (AIDS) related illness.
  19. 19.
    Has a known history of Hepatitis B (defined as Hepatitis B surface antigen [HBsAg] reactive) or known active Hepatitis C virus (defined as HCV RNA [qualitative] has been detected) infection.
  20. 20.
    Has active infection with SARS-CoV-2 (antigen test).
  21. 21.
    Has received a live vaccine or live-attenuated vaccine within 30 days prior to the first dose of chemotherapy treatment and while and 28 days after the last dose of trial treatment. Examples of live vaccines include, but are not limited to, the following: measles, mumps, rubella, varicella/zoster, yellow fever, rabies, BCG, and typhoid vaccine. Administration of inactivated vaccines is allowed.
  22. 22.
    Patient has contraindications listed in the most recent SmPC.
  23. 23.
    Patient who might be dependent on the sponsor, CRO, site or the investigator.
  24. 22.
    In Germany: Patient who has been incarcerated or involuntarily institutionalized by court order or by the authorities § 40a S. 1 Nr. 2 AMG.

Preferisci parlarne con una persona? Contattaci.

Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.