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Tumori neuroendocrini

Temozolomide metronomico in pazienti non idonei con neoplasie neuroendocrine (NEN) avanzate: studio MeTe

Sperimentale In reclutamentoFase 2 Aggiornata al 18 novembre 2024

Il registro non aggiorna questo studio da più di 12 mesi: lo stato potrebbe non essere attuale. Chiedi conferma al centro.

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In parole semplici

Disegno e razionale dello studio: le neoplasie neuroendocrine (NEN) rappresentano un gruppo eterogeneo di tumori maligni, che differiscono per comportamento e prognosi. La maggior parte è in stadio avanzato alla diagnosi, quindi viene proposto un trattamento sistemico. Anche se negli ultimi anni sono stati compiuti molti progressi, soprattutto con le terapie a bersaglio molecolare (MTA) come everolimus e sunitinib, la chemioterapia nelle NEN rappresenta ancora una questione controversa. Il temozolomide è stato segnalato come attivo da solo o in combinazione con altri farmaci nelle neoplasie neuroendocrine (NEN) di diversa origine. Finora non c'è un accordo universale sul contesto e sul modo di somministrazione corretti di questa terapia. Obiettivo: questo è uno studio interventistico prospettico multicentrico di fase II per valutare le caratteristiche cliniche dei pazienti giudicati non idonei ai trattamenti sistemici, trattati consecutivamente con uno schema chemioterapico di temozolomide metronomico in centri italiani con esperienza nelle NEN, e per esplorare anche lo stato di metilazione della O6-metilguanina-DNA-metiltransferasi (MGMT) e il polimorfismo della timidilato sintasi (TS) mediante pirosequenziamento nei pazienti di cui erano disponibili i tessuti. Questo studio permetterà di comprendere meglio il ruolo della chemioterapia con temozolomide metronomico nei pazienti con NEN e aiuterà i clinici a rispondere ad alcune domande ancora aperte sulla loro gestione. Metodo: analisi prospettica dei dati clinici di pazienti non idonei alla chemioterapia trattati consecutivamente con lo schema di temozolomide metronomico in centri italiani con esperienza nell'attività clinica e di ricerca sulle NEN, per un anno dall'inizio dell'arruolamento. Pianificazione dello studio: i dati dei pazienti con NEN di qualsiasi età trattati in questi centri saranno recuperati con una ricerca nel sistema informativo ospedaliero e analizzati. Popolazione di studio idonea: pazienti con diagnosi istologica di NEN avanzata di basso grado, non idonei ai trattamenti sistemici, per un anno dall'inizio dell'arruolamento. Endpoint e parametri di valutazione: Descrizione dell'efficacia e della tossicità dello schema con temozolomide in pazienti con NEN avanzate di diverse sedi primarie non idonei al trattamento sistemico ed esplorazione della potenziale correlazione con fattori clinici/biologici.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 2: si studia se il trattamento ha effetto, continuando a controllarne la sicurezza. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

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Dove si svolge in Italia

1 sede in 1 regione. Nessuna sede in Lazio, la regione che avevi scelto. Accanto a ogni sede trovi lo stato indicato dal registro, quando è noto.

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Menopiù sedi centri delle nostre schede Confini regionali: ISTAT (CC BY)

Lombardia

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Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro
Inclusion Criteria:

1. Age > 18 years.
2. Histologically proven diagnosis of low grade GEP-NENs (including morphology and ki67 in accordance with WHO 2019 classification), bronchial carcinoids (in accordance with the Travis classification), low grade of unknown primary sites NENs.
3. Advanced disease (unresectable locally advanced or metastatic).
4. ECOG performance status 2 and/or moderate medullary impairment (at least one of the following criteria: Hb concentration <10-8 gr/dl; WBC <3000-2000/mm3; platelets <75000-50000/mm3; neutrophil count <1500-1000/mm3); renal failure (eGFR o CrCl 30-59 ml/min - G2) and/or moderate liver failure (Child B 7-9) and/or severe comorbidities and/or > 3 prior systemic antitumor therapies (apart from SSA).

   For all the parameters other than the above mentioned criteria n° 4 consider the following criteria (that must be associated with at least one of those above): absolute neutrophil count of ≥1.5×109/L, platelet count of ≥100×109/L, haemoglobin ≥9 g/dL, serum total bilirubin <1.5 times the upper limit of normal (ULN) alanine aminotransferase (ALT), AST, or alkaline phosphatase levels ≤2.5 times the ULN (if known liver metastases ALT, AST, and ALP ≤3× the ULN), serum creatinine <1.5 times ULN or creatinine clearance ≥60 mL/min as estimated by the Cockcroft-Gault formula
5. Functioning/non functioning.
6. Morphological progressive disease (CT scan or MRI).
7. Recovery from toxicities related to any prior treatments, adequate wash-out period from previous treatments.
8. Ability to swallow pills.
9. Fertile men should agree to use effective contraceptive methods up to 6 months after the last temozolomide intake and should be informed about the possible irreversible infertility related to temozolomide intake.

Exclusion Criteria:

1. Patients pretreated with temozolomide.
2. Are Women of Child-Bearing Potential (WOCBP) and men who are able to father a child, unwilling to use adequate contraception prior to trial entry, for the duration of trial participation and for at least 28 days 2 weeks after treatment has ended. Adequate methods of contraception and Women of Child-Bearing Potential; WOCBP childbearing potential who are nursing or are pregnant or do not agree to submit to pregnancy testing required by this protocol
3. Patients that did not sign written informed consent prior to admission into the trial that is consistent with International Conference on Harmonisation (ICH)- Good Clinical Practice (GCP) guidelines and local law
4. Knowed active hepatitis B infection (defined as presence of Hepatitis B (HepB) sAg and/or HepB DNA), active Hepatitis C (HEP C) infection (defined as presence of Hep C RNA) and/or known Human Immunodeficiency Virus (HIV) carrier.
5. Patients treated with systemic therapies (chemotherapy, interferon-alpha, somatostatin analogues, molecular target therapies) within 1 month prior to screening visit
6. Hypersensitivity to the active substance or to any of the excipients, hypersensitivity to dacarbazine (DTIC), known brain metastases or cranial epidural disease unless adequately treated with radiotherapy and/or surgery and stable for at least 3 months before study entry, pregnant or lactating females, patients on chronic treatment with valproic acid

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Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.