Tumore del colon-retto
Studio di fase 2 sul melfalan ad alte dosi somministrato direttamente nel fegato per il tumore del colon-retto con metastasi epatiche
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In parole semplici
Lo studio riguarda persone con tumore del colon-retto metastatico, resistente alle terapie precedenti, in cui la malattia è presente soprattutto nel fegato. Un gruppo riceve prima il melfalan infuso direttamente nel fegato con un sistema che filtra il sangue (perfusione epatica), seguito da trifluridina-tipiracil più bevacizumab; l'altro gruppo riceve solo trifluridina-tipiracil più bevacizumab. L'assegnazione avviene per sorteggio. Si vuole capire se l'aggiunta del trattamento al fegato modifica l'andamento della malattia e con quale sicurezza.
Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.
Fase 2: si studia se il trattamento ha effetto, continuando a controllarne la sicurezza. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.
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Dove si svolge in Italia
1 sede in 1 regione.
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Criteri di partecipazione
Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.
Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.
Inclusion Criteria:
* Histologically confirmed diagnosis of metastatic colorectal cancer and histologically or cytologically proven CRC metastases that occupy 50% or less of the liver parenchyma.
* Patient has liver-dominant metastatic disease. Liver-dominant is defined as the majority of total tumor burden is located in the liver, and the liver lesions are not resectable or treatable with ablation or are associated with extrahepatic disease that makes surgical intervention non-curative.
* Disease in the liver must be measurable (per RECIST v.1.1 guidelines) by computed tomography (CT) and/or magnetic resonance imaging (MRI).
* If there is evidence of extrahepatic metastatic disease, it is limited, and the life-threatening component of disease is in the liver. Limited extrahepatic disease is defined in this protocol as follows: up to 5 tumor lesions in the lung with longest diameter not greater than 2 cm and/or up to 5 lymph nodes that measure 2 cm or less per lesion; solitary lesions definitively treated with no sign of progression in the last 6 months.
* Scans used to determine eligibility (CT scan of the chest/abdomen/pelvis and MRI of the liver) must be performed within 28 days prior to randomization.
* Previous treatment and progressed on or following, or intolerant to, fluoropyrimidine-, oxaliplatin- and irinotecan-based chemotherapy, an anti-VEGF biological therapy, and/or an anti-EGFR therapy if RAS wild-type.
* ECOG PS of 0-1 within 14 days prior to randomization.
Exclusion Criteria:
* Child-Pugh Class B or C cirrhosis or evidence of clinically significant portal hypertension by history, endoscopy, or radiologic studies (large abdominal varices, prior history of varices by endoscopy).
* New York Heart Association functional classification II, III or IV or active cardiac condition(s), including unstable coronary syndromes (unstable or severe angina, recent myocardial infarction), worsening or new-onset congestive heart failure, significant arrhythmias, or severe valvular disease that create(s) undue risks of undergoing general anesthesia.
* History or evidence of clinically significant pulmonary disease that precludes the use of general anesthesia.
* History of bleeding disorders, presence of brain metastases, or other intracranial abnormalities found on baseline radiologic imaging that would put them at risk for bleeding with anti-coagulation.
* Known varices at risk of bleeding, including medium or large esophageal or gastric varices, active peptic ulcer, or history of recent hemoptysis.
* Active second malignancy, or has history of recently definitively treated invasive cancer in the past 2 years prior to enrolment with the exception of non-melanoma skin cancer.
* Peritoneal lesions or large abdominal masses.
* Use of immunosuppressive drugs.
* Inability to temporarily stop chronic anti-coagulation therapy.
* Active bacterial infections with systemic manifestations.
* Active viral infection, including Hepatitis B and Hepatitis C infection. NOTE: Patients with anti-hepatitis B core antibody (HBc) positive, or hepatitis B surface antigen (HBsAg) but DNA negative are allowed exception(s).
* Severe allergic reaction to iodine contrast that cannot be controlled by premedication with antihistamines and steroids.
* History of or known hypersensitivity to melphalan or the components of the melphalan/HDS system.
* History of known hypersensitivity to heparin or the presence of heparin-induced thrombocytopenia.
* Uncontrolled endocrine disorder including diabetes mellitus, hypothyroidism, or hyperthyroidism.
* Received anti-cancer therapy including radiotherapy or investigational agent for any indication ≤ 30 days prior to randomization
* Previous treatment with trifluridine-tipiracil.
* History of allergic reactions attributed to compounds of similar composition to trifluridine/tipiracil or any of its excipients.
* Hereditary problems of galactose intolerance, total lactase deficiency or glucosegalactose malabsorption.
* History of allergic reactions or hypersensitivity to bevacizumab or any of its excipients.
* History of hypersensitivity to Chinese Hamster Ovary cell products or other recombinant human or humanized antibodies.
* Contraindications to bevacizumab, including uncontrolled hypertension, history of active fistula or bowel perforation (unless in the setting of a resected primary), history of CVA or arterial thrombotic event in the last 1 year, or history of venous thrombotic event in the last 30 days.
* Evidence of hepatic vein or portal vein thrombosis
* Prior chemoembolization or radioembolization to the liver or prior hepatic arterial infusion therapyPreferisci parlarne con una persona? Contattaci.
Da sapere qui
Prima di chiedere informazioni
Le fasi di una sperimentazione clinica
Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.
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- Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
- Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
- Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
- Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
- L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
- Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
- Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.
Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica
Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro
Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.
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- Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
- Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
- Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
- La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
- Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
- Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
- Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.
Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro
Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.