Vai al contenuto

Tumore della mammella

Studio di fase 3 su patritumab deruxtecan rispetto a una terapia scelta dal medico nel tumore della mammella avanzato HR-positivo e HER2-negativo

Sperimentale In reclutamentoFase 3 Aggiornata al 28 settembre 2026

01

In parole semplici

Patritumab deruxtecan è un anticorpo legato a un chemioterapico, diretto contro la proteina HER3 presente sulla superficie di molte cellule tumorali. Lo studio lo confronta con un trattamento scelto dal medico tra quelli standard, con assegnazione per sorteggio. Partecipano persone con tumore della mammella positivo ai recettori ormonali e HER2-negativo, localmente avanzato non operabile o metastatico. Si vuole capire se il farmaco ritarda la progressione della malattia.

Riassunto in italiano scritto a partire dai dati del registro: per i dettagli fa fede il registro.

Fase 3: si confronta il trattamento con le cure già in uso. Chiedi al tuo oncologo cosa significherebbe nel tuo caso.

02

Dove si svolge in Italia

6 sedi in 3 regioni.

Usa + e − per ingrandire, le frecce per spostare, 0 per tornare alla vista iniziale.

Menopiù sedi centri delle nostre schede più centri vicini: tocca per ingrandire Confini regionali: ISTAT (CC BY)

03

Criteri di partecipazione

Non devi capirli tutti: è compito del tuo oncologo.

Riportiamo i criteri così come li pubblica il registro, senza modifiche. Solo il tuo oncologo può valutare se questo studio ti riguarda: parlane alla prossima visita.

Testo pubblicato dal registro
Inclusion Criteria:

The main inclusion criteria include but are not limited to the following:

* Has a diagnosis of hormone receptor positive (HR+)/human epidermal growth factor receptor 2 (HER2)- invasive breast carcinoma that is either locally advanced disease not amenable to resection with curative intent (herein called unresectable) or metastatic disease not treatable with curative intent
* Has centrally-confirmed HR+ and HER2- results and human epidermal growth factor receptor 3 (HER3) evaluable results from a biopsy obtained from a distant metastatic site or a locally advanced lesion on or after the time of diagnosis of locally advanced unresectable or metastatic breast cancer. A new biopsy obtained after progression of the most recent line of therapy is preferred
* Must have had progression or recurrence on prior cyclin-dependent kinase (CDK)4/6 inhibitor + endocrine therapy (ET) with one of the following:

  * Radiographic disease progression, as assessed by the investigator, on CDK4/6 inhibitor + ET as 1L for treatment of unresectable locally advanced or metastatic HR+/HER2- breast cancer. CDK4/6 inhibitor + ET must be the only line of therapy received in the advanced setting, or
  * Disease recurrence, either radiographic and/or confirmed histologically via biopsy as assessed by the investigator, while on adjuvant ET in combination with a CDK4/6 inhibitor OR within 24 months from the date of last dose of adjuvant CDK4/6 inhibitor
* Has measurable disease per RECIST 1.1 as assessed by the local site investigator/radiology
* Human immunodeficiency virus (HIV)-infected participants must have well controlled HIV on antiretroviral therapy
* Has an Eastern Cooperative Oncology Group performance status of 0 or 1 assessed within 7 days before randomization

Exclusion Criteria:

The main exclusion criteria include but are not limited to the following:

* Has breast cancer amenable to treatment with curative intent
* Is eligible to receive additional endocrine-based treatment in the advanced setting as determined by the investigator
* Has a known germline breast cancer gene (BRCA) mutation (deleterious or suspected deleterious) where poly (ADP-ribose) polymerase (PARP) inhibitor(s) is a potential treatment option
* Has current visceral crisis or is at risk for impending visceral crisis that has or may cause imminent organ compromise and/or other life-threatening complications
* Has any of the following: a pulse oximeter reading <92% at rest, or requires intermittent supplemental oxygen, or requires chronic supplemental oxygen
* Has uncontrolled, significant cardiovascular disease or cerebrovascular disease
* Has ≥Grade 2 peripheral neuropathy.
* Has clinically significant corneal disease
* Has received prior chemotherapy for unresectable locally advanced or metastatic breast cancer
* Has received prior treatment with an anti-HER3 antibody and/or antibody-drug conjugate that consists of a topoisomerase I inhibitor (eg, T-DXd) or any other topoisomerase I inhibitor therapy
* Has received prior systemic anticancer therapy within 4 weeks (or 5 half-lives, whichever is shorter) before randomization; participants previously treated with ET plus a CDK4/6 inhibitor may participate as long as at least 2 weeks have elapsed since the last dose of therapy was administered
* Has received prior radiotherapy for non-central nervous system disease, or required corticosteroids for radiation-related toxicities, within 14 days of the first dose of study intervention
* Has a diagnosis of immunodeficiency or is receiving chronic systemic steroid therapy
* Has known additional malignancy that is progressing or has required active treatment within the past 3 years
* Has history of (noninfectious) interstitial lung disease (ILD) or pneumonitis irrespective of steroid use, or has current ILD or suspected ILD, or ILD that cannot be ruled out by imaging at Screening
* Has severe hypersensitivity (≥Grade 3) to HER3-DXd and/or any of its excipients
* Has severe hypersensitivity (≥Grade 3) to all the available TPC and/or any of their excipients

Preferisci parlarne con una persona? Contattaci.

Da sapere qui

Prima di chiedere informazioni

  • Le fasi di una sperimentazione clinica

    Ogni nuovo trattamento viene studiato per fasi. La fase 1 valuta soprattutto sicurezza e dose, la fase 2 inizia a misurare se il trattamento ha effetto, la fase 3 lo confronta con le cure già in uso. La fase 4 lo segue dopo l'autorizzazione.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Prima degli studi sulle persone. Una sostanza viene studiata prima in laboratorio e poi su modelli animali. Solo se questi studi danno indicazioni sufficienti su effetti e sicurezza si passa agli studi sulle persone.
    2. Fase 1. Il trattamento viene dato a un piccolo numero di persone, in pochi centri selezionati. Si osserva se è sicuro, come viene tollerato e quale dose usare. Per le malattie gravi questi studi possono coinvolgere direttamente persone con la malattia.
    3. Fase 2. Partecipano persone con la malattia per cui il trattamento è stato pensato. Si continua a osservare la sicurezza e si inizia a misurare se il trattamento ha effetto. Serve anche a capire quale dose portare nelle fasi successive.
    4. Fase 3. Il trattamento viene confrontato con le cure già in uso, su centinaia o migliaia di persone. Di solito i partecipanti sono assegnati a caso ai gruppi di confronto: si dice «studio randomizzato». Effetti indesiderati, frequenza e gravità sono controllati con molta attenzione.
    5. L'autorizzazione. Se i risultati lo permettono, l'azienda o l'ente che ha promosso lo studio chiede l'autorizzazione a mettere il trattamento a disposizione dei pazienti. Finché non è autorizzato, il trattamento resta sperimentale.
    6. Fase 4. Dopo l'autorizzazione si continua a raccogliere informazioni. Con l'uso su molte più persone possono emergere anche le reazioni più rare, che negli studi precedenti non si potevano vedere.
    7. Che cosa significa per te. La fase dice a che punto è la ricerca su un trattamento. Da sola non dice se uno studio ti riguarda. Chiedi al tuo oncologo che cosa significherebbe nel tuo caso.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (3): Le fasi di una sperimentazione clinica

  • Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

    Partecipare è una scelta volontaria. Prima di entrare il medico del centro ti spiega lo studio, ti lascia un foglio informativo da leggere con calma e ti chiede di firmare un consenso. Puoi ritirarti in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni e senza perdere il diritto alle cure.

    Leggi tutta la guida(7 passi)
    1. Parlane con il tuo oncologo. Il tuo oncologo conosce la tua storia clinica. Portagli la scheda dello studio e chiedigli che cosa significherebbe nel tuo caso. Può anche prepararti una relazione da presentare al centro.
    2. Contatta il centro. Chiama o scrivi al centro che conduce lo studio. Chiedi se lo studio è ancora aperto, come si prenota il primo colloquio e quali documenti portare. A volte serve l'impegnativa, a volte una lettera del tuo oncologo.
    3. Il colloquio e il foglio informativo. Un medico del gruppo di ricerca ti spiega scopo dello studio, procedure, possibili rischi e benefici, e le alternative disponibili. Ricevi un foglio informativo scritto. Puoi portarlo a casa e parlarne con i familiari, con il medico di famiglia e con il tuo oncologo.
    4. La firma del consenso. Se decidi di partecipare firmi il modulo di consenso informato e ne ricevi una copia. Il modulo è preparato dal centro per quello studio: non esiste un modulo unico da scaricare. Se dici di no, continui a essere curato con le terapie disponibili.
    5. Le visite di selezione. Sono i medici del centro a verificare, con visite ed esami, se rientri nei criteri dello studio. Di norma gli esami previsti solo per lo studio si fanno dopo la firma del consenso. Può succedere che i criteri non siano soddisfatti: in quel caso prosegui le cure con il tuo oncologo.
    6. Durante lo studio. Segui il calendario di visite ed esami previsto dal protocollo. Il medico ti aggiorna se emergono novità che riguardano lo studio. Lo studio è coperto da un'assicurazione per eventuali danni legati alla partecipazione: gli estremi della polizza sono nei documenti che ricevi.
    7. Ritirarsi. Puoi lasciare lo studio quando vuoi e per qualsiasi motivo. Avvisa appena possibile il medico dello studio: serve a sospendere il trattamento in modo sicuro, e può proporti una visita di controllo finale. Continui ad avere diritto alle cure.

    Apri la guida in una pagina sua

    Moduli e documenti (6): Partecipare a uno studio clinico: consenso, costi, ritiro

Le regole possono cambiare da regione a regione: verifica con la tua ASL, con l'INPS o con un patronato.